Memorie
dal sottosuolo
di
Massimo Gramellini Vice Direttore de La Stampa
Il
direttore della metropolitana di Londra ha spedito una mail
personalizzata a tutti gli abbonati per ringraziarli della pazienza
con cui hanno sopportato lo sciopero dei giorni scorsi e informarli
delle prossime agitazioni decise dai sindacati, fornendo una lista
dettagliata degli orari di chiusura, dello stato delle trattative e
delle linee che verranno comunque garantite. Quanta ipocrisia, in
queste memorie dal sottosuolo. E quale mancanza di tatto. Seminare il
panico tra decine di migliaia di persone con l’annuncio di disagi
futuri che impediranno loro di godersi il fine settimana in relax.
Ben
altrimenti vanno le cose nei Paesi di più antica tradizione e
cultura. A Torino, Milano e Roma nessun manager di autobus o
metropolitana si sognerebbe mai di togliere all’utente l’ebbrezza
della sorpresa. Stamattina i mezzi pubblici funzioneranno? Andranno a
singhiozzo con pause riflessive di un’ora tra una corsa e l’altra?
Salteranno le fermate dispari, costringendoci a camminare per un
quarto d’ora sotto la pioggia? Sono questi i dilemmi che danno un
senso alle nostre giornate. I manager italici lo sanno e, resistendo
alla naturale pulsione del loro animo gentile che li spingerebbe a
portare parole di conforto casa per casa, si trincerano dietro un
apparente menefreghismo per lasciare ai cittadini il piacere di
condurre un’esistenza improvvisata e spontanea. Senza quelle
certezze educatamente british che la renderebbero così prevedibile,
lineare, noiosa. In una parola: civile.

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