Lavoro,
Renzi blinda i nuovi contratti
“Io penso ai giovani, non ai
sindacati”
Di
GIUSEPPE
BOTTERO per La Stampa
Il
premier: prima del nostro decreto l’apprendistato era un incubo
burocratico
Poletti: il testo non aumenta la precarietà. Ma la Camusso rilancia la sfida
Poletti: il testo non aumenta la precarietà. Ma la Camusso rilancia la sfida
TORINO
Infatti,
prosegue, «il contratto di apprendistato, che noi cambiamo, era
prima del nostro decreto legge un incubo burocratico. Cambiare
quello, il contratto a termine non significa più precarietà ma
consentire ai ragazzi di lavorare».
La
polemica sul posto fisso, che il decreto renderebbe ancora più un
miraggio, non lo spaventa: «Il posto fisso per i giovani - ha
osservato - non c’è più da anni, la disoccupazione giovanile,
mentre a Roma discutevano, è passata al 42%, è più che
raddoppiata. E allora il problema non è stare a discutere delle
norme, ma garantire la possibilità di assumere per chi vuole
assumere».
Le
parole di Renzi arrivano al termine di una giornata in cui è andato
avanti il duello a distanza tra Poletti e la leader della Cgil,
Susanna Camusso sul Dl appena approvato dal Governo. Si attenuano
però i toni. Così in alcune interviste il responsabile del Welfare
riconosce la «buona fede» della Cgil ma ribadisce la validità del
provvedimento e dell’efficacia del decreto «poi, certo, non siamo
infallibili e il dibattito in Parlamento farà il suo corso». E
proprio sull’iter parlamentare punta la sindacalista per ottenere
le modifiche. Per Camusso, in particolare, l’impianto delle
politiche del lavoro deve puntare a ridurre le diseguaglianze
generate dal precariato focalizzandosi anche sulla scuola e la
formazione ed elevando l’obbligo scolastico. «Bisognerebbe
sicuramente fare misure efficaci - dice - forse bisogna anche sapere
che se si legifera ogni pochi mesi sulla stessa materia questo non
favorisce l’efficacia perché evidentemente si determinano
contraddizioni e moltiplicazioni delle norme». «Io credo - continua
- che ora dopo questa lunga stagione di crisi i giovani sono dei
soggetti sottoposti a una straordinaria disuguaglianza (da quella del
non trovare lavoro ad avere una lunga stagione di precarietà) e
forse il messaggio vero di cambiamento è dire loro che si prova a
ridurre la disuguaglianza e dare loro misure giuste». «La grande
vera riforma, almeno così la Cgil sostiene - avverte Camusso - anche
nel suo piano del lavoro, è quella che si cominci a considerare
l’innalzamento dell’obbligo scolastico perché diventi il punto
di partenza dell’istruzione come grande vettore di sviluppo».
Poletti
esclude però che le nuove norme aumentino la precarietà: «queste
modifiche permetteranno all’azienda di assumere con maggiore
tranquillità e daranno ai lavoratori maggiori possibilità di
ottenere tre anni continuativi di lavoro. I paletti previsti dalla
riforma Fornero avevano il giusto obiettivo di limitare l’uso dei
contratti temporanei, ma hanno prodotto l’effetto inverso. Di certo
la deregulation non è la mia mentalità. Ma avere norme giuste che
non producono effetti o ne producono di contrari è peggio».
Da
La Stampa
Scusa
Camusso , ma da quando ci sei tu quanti iscritti a la Cgil hai
perso ? Se continui cosi ci resterai da sola ..anche i pensionati ti
stanno lasciando. Medita e pensa prima di polemizzare sempre e
comunque.

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