I
sindacati annunciano l'intesa per Electrolux,
domani la
presentazione a Palazzo Chigi
L'ipotesi di accordo entra in un testo condiviso nella notte da azienda e rappresentanti dei lavoratori. Tra oggi e domani gli ultimi round con le istituzioni e Palazzo Chigi. Poi partono i referendum tra i lavoratori per chiudere entro il 22 maggio. Tra i punti centrali nessun licenziamento e mantenimento dei salari
MILANO -
Dopo i
passi avanti degli ultimi giorni è
stata "raggiunta l'intesa fra sindacati e azienda su
Electrolux", e ora si riaprono gli "incontri con le
Istituzioni". Lo fa sapere Gianluca Ficco, coordinatore
nazionale Uilm del settore degli elettrodomestici. "Dopo una
notte di trattativa, siamo finalmente riusciti a raggiungere con
Electrolux un'intesa difensiva, ma di grande importanza per la
salvaguardia sia dell'occupazione, sia del salario. Oggi pomeriggio
ci incontreremo al Ministero dello Sviluppo economico e domani alla
presidenza del Consiglio", aggiunge Ficco.
Gli fa eco a breve distanza la responsabile della Fiom, Michela Spera: "Sono pronti dopo un incontro durato tutta la notte i testi dell'intesa tra Electrolux e sindacato". Insieme al coordinatore del gruppo Electrolx, Stefano Zoli, dalla Fiom annunciano: "Il confronto riprende oggi al tavolo ministeriale con la partecipazione delle Regioni interessate, per formalizzare le misure decise dal Governo e dalle Regioni stesse a sostegno delle produzioni di Electrolux in Italia; il confronto conclusivo si terrà domani, alle ore 15, a Palazzo Chigi". Proseguono ancora i due sindacalisti: "Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori". Le assemblee per illustrare i contenuti dell'ipotesi di accordo cominceranno venerdì 16 maggio a Forlì. A seguire ci saranno le assemblee a Porcia,
Gli fa eco a breve distanza la responsabile della Fiom, Michela Spera: "Sono pronti dopo un incontro durato tutta la notte i testi dell'intesa tra Electrolux e sindacato". Insieme al coordinatore del gruppo Electrolx, Stefano Zoli, dalla Fiom annunciano: "Il confronto riprende oggi al tavolo ministeriale con la partecipazione delle Regioni interessate, per formalizzare le misure decise dal Governo e dalle Regioni stesse a sostegno delle produzioni di Electrolux in Italia; il confronto conclusivo si terrà domani, alle ore 15, a Palazzo Chigi". Proseguono ancora i due sindacalisti: "Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori". Le assemblee per illustrare i contenuti dell'ipotesi di accordo cominceranno venerdì 16 maggio a Forlì. A seguire ci saranno le assemblee a Porcia,
il
19 maggio, a Susegana, il 20, e in conclusione, il 21 maggio, nello
stabilimento di Solaro. In tutti gli stabilimenti del gruppo l'intesa
sarà sottoposta a referendum che si concluderà entro il 22
maggio.
"I contenuti principali dell'intesa che poi sarà sottoposta al vaglio dei lavoratori", spiega ancora Ficco, "sono i seguenti: nessuna chiusura di stabilimento, in virtù di un piano industriale per tutti i quattro stabilimenti italiani con 150 milioni di euro di investimenti nel periodo 2014-2017; nessun licenziamento, grazie al ricorso ai contratti di solidarietà nelle fabbriche, alla cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie ed alle uscite incentivate volontarie o finalizzate alla pensione; mantenimento integrale del salario, nonchè delle pause per effetti stancanti e per necessità fisiologiche, con la riduzione della sola pausa aggiuntiva di Porcia che passa da 10 a 5 minuti; per Porcia impegno dell'azienda al riassorbimento di 150 esuberi, attraverso iniziative interne e intervento di un imprenditore intenzionato a insediarsi nelle aree dismesse del sito; previsione di alcuni incrementi di gettito produttivo, ma con l'impegno aziendale a non peggiorare gli indici di salute e sicurezza sul lavoro e a verificare in fabbrica la fattibilità degli interventi; taglio del 60% dei permessi sindacali dal 1/1/2015, ma mantenimento delle ore di assemblea sindacale".
"I contenuti principali dell'intesa che poi sarà sottoposta al vaglio dei lavoratori", spiega ancora Ficco, "sono i seguenti: nessuna chiusura di stabilimento, in virtù di un piano industriale per tutti i quattro stabilimenti italiani con 150 milioni di euro di investimenti nel periodo 2014-2017; nessun licenziamento, grazie al ricorso ai contratti di solidarietà nelle fabbriche, alla cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie ed alle uscite incentivate volontarie o finalizzate alla pensione; mantenimento integrale del salario, nonchè delle pause per effetti stancanti e per necessità fisiologiche, con la riduzione della sola pausa aggiuntiva di Porcia che passa da 10 a 5 minuti; per Porcia impegno dell'azienda al riassorbimento di 150 esuberi, attraverso iniziative interne e intervento di un imprenditore intenzionato a insediarsi nelle aree dismesse del sito; previsione di alcuni incrementi di gettito produttivo, ma con l'impegno aziendale a non peggiorare gli indici di salute e sicurezza sul lavoro e a verificare in fabbrica la fattibilità degli interventi; taglio del 60% dei permessi sindacali dal 1/1/2015, ma mantenimento delle ore di assemblea sindacale".
Da
Repubblica.it

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