Le
balle più grosse di Grillo in tv
Quante
balle ha sparato Beppe Grillo ieri
sera a Porta a Porta? Difficile contarle; anche perché, come ogni
predicatore professionista, sa mescolare con sapienza verità
sacrosante e sciocchezze allucinanti. Qui mi soffermo su due
proiettili enormi che Vespa, con tutta la sua studiata diffidenza,
gli ha lasciato sparare senza opporre la minima obiezione. Il primo è
la tirata sulle stampanti 3d, un tormentone dell’ultima tournée a
quanto pare. Come
ha osservato la settimana scorsa Michele De Salvo,
quando parla di stampanti 3d Grillo non sa semplicemente cosa sta
dicendo: non solo dà numeri a caso e contrabbanda notizie false, ma
smentisce platealmente le sue stesse premesse, passando nel giro di
pochi secondi dal lamento per una “crescita che toglie posti di
lavoro” all’elogio per uno strumento che, se davvero producesse
dentiere e mattoni come sostiene Grillo, i posti di lavoro non li
aumenterebbe senz’altro, anzi.
La
seconda è una storia più vecchia: il
politometro, quel fantasioso strumento che dovrebbe misurare la
corruzione dei politici e consentirci di recuperare le risorse di cui
si sono impadroniti – prima di rimandarli a casa. Grillo ha
spiegato che il sistema è ormai operativo, che si tratta di un
algoritmo o qualcosa del genere: in sostanza, ha rispolverato
l’antica bufala dello Zip
war aiganon, scoperta due anni fa da Francesco Lanza.
Si tratta di una delle più impressionanti supercazzole mai inscenate
da Grillo per il suo pubblico: come scrivevaDavide
De Luca un mese fa “Un
“algortimo” non può svolgere la funzione indicata da Grillo. I
dati che questo “algoritmo” dovrebbe “intersecare” non sono
pubblici ed ottenerli è un reato. È impossibile nell’ordinamento
di qualunque democrazia espropriare il denaro di qualcuno senza un
processo. Altre mille cose non tornano nel video, come il fatto che
quando Grillo gira lo schermo del tablet verso la telecamera per
mostrare il famoso algoritmo, sul desktop non si vede assolutamente
niente”. In
questi mesi lo Zip war aiganon è diventato in rete un esempio quasi
proverbiale della spregiudicatezza con cui Grillo confeziona e vende
il nulla: eppure Vespa, lasciando cadere uno spunto così
promettente, ha dimostrato di non averne mai sentito parlare.
La
dentiera 3d e lo Zip war aiganon sono
due casi interessanti che dimostrano, purtroppo, il contrario di quel
che Grillo stesso propugna in ogni suo intervento: la vittoria del
dibattito in Rete contro la propaganda in tv. Fin qui è l’esatto
opposto: ogni volta che la tv ce lo mostra mentre dice una cosa
falsa, la Rete prontamente accorre a smentirlo, con dovizia di
documentazione. E però tutto questo dibattito rimane confinato entro
una cerchia ristretta di lettori: il bacino di utenza di Grillo non
ne viene minimamente scalfito, e Grillo può continuare a urlare le
stesse balle al prossimo comizio, in favore di telecamera. È una
lotta ancora impari – e perduta, probabilmente. Ma qui per quel che
si può si combatte ancora.
PS:
oggi ricorre il 570simo anniversario della
morte di Bernardino
da Siena, geniale predicatore quattrocentesco che
per tante cose sembra anticipare Beppe Grillo. Gli auguriamo una vita
ancora lunga e piena di soddisfazioni, come fu quella di Bernardino,
e migliaia di altre piazze gremite da incantare. Non ce ne voglia
però se nei parlamenti preferiamo mandare gente un po’ meno
estrosa, un po’ più preparata.
http://leonardo.blogspot.com da L' Unità.it

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