Navi dei veleni, atti desecretati: da traffico di scorie a costruzione di gommoni per i migranti: ecco chi è Giorgio Comerio
Di
Andrea Tornago per IL Fatto Quotidiano
L’uomo che la Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Gaetano Pecorella ha cercato a lungo, ora è in Tunisia. E se negli anni '90 si occupava di “inabissamento in mare di rifiuti radioattivi”, il suo nome torna, dieci anni dopo, legato alla fornitura di imbarcazioni destinate all'immigrazione clandestina dal Nord Africa
Negli
anni ’90 progettava di affondare le scorie
radioattive sui
fondali marini. Ora è in Tunisia,
dov’è fuggito dopo una condanna passata in giudicato per tentata
estorsione. Si fa chiamare De
Angeli.
E il servizio segreto rivela, nei
documenti desecretati sui traffici
di rifiuti,
quale sarebbe la sua reale attività nel paese nordafricano.
Giorgio
Comerio è
la figura chiave di tanti misteri sui traffici di armi
e veleni.
L’uomo che la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti
presieduta da Gaetano
Pecorella ha
cercato a lungo, fino a progettare una missione in Tunisia,
annullata poi per problemi di sicurezza. Finora della sua nuova vita
si sapeva poco: solo la zona in cui operava, quella di Bizerte,
nel nord del Paese, e i suoi interessi nella società Avionav,
che produrrebbe velivoli leggeri.
La
scheda Aisi
Ma
una nota dell’Aisi,
ex Sisde (il servizio segreto civile) declassificata dal 23 maggio,
riferisce di averlo trovato impegnato in ben altre occupazioni:
contatti con trafficanti
di armi, stupefacenti, e di migrantiverso
l’Europa. Comerio sarebbe amministratore della ditta Cnt –
Costructions navales tunisiennes e disporrebbe “di un cantiere per
la costruzione di barche
e gommoni nella
località mineraria di Zaribah”. “Nel corso di attività
informativa diretta nei confronti di un’organizzazione criminale
transnazionale – scrive l’intelligence italiana nel maggio del
2010 – volta a verificare il coinvolgimento di cittadini italiani
nella fornitura di imbarcazioni destinate all’immigrazione
clandestina dal
Nord Africa, è emerso il ruolo di rilievo di un cittadino italiano
residente in Tunisia successivamente identificato in Comerio Giorgio,
il quale sarebbe stato coinvolto anche in un presunto traffico di
stupefacenti e armi”. Le informazioni si riferiscono al periodo tra
gennaio 2007 e aprile 2008 e sarebbero state già allora “riferite
alla polizia di Stato e al comando generale dell’arma dei
Carabinieri”. Comerio, però, è risultato
sempre “irreperibile” tanto
che nel gennaio 2012 il giudice dell’esecuzione del tribunale di
Bolzano è stato costretto a dichiarare estinta
la pena a
4 anni di reclusione – ridotta a un anno dall’indulto – per
decorso del tempo.
I
contatti con i servizi segreti
La
difficoltà della autorità italiane nel catturare Comerio appare
però singolare alla luce dei contatti da lui avuti con i servizi
segreti. Rapporti che sono sempre stati negati dai vertici delle
agenzie, ma che emergono nei documenti declassificati. Almeno due
incontri ravvicinati tra
Comerio e l’intelligence militare hanno contorni poco chiari. Il
direttore del Sismi, nel 2005, riferiva alla Commissione
Alpi-Hrovatin:
“Su iniziativa promossa dal II reparto della guardia di finanza, il
predetto Comerio è stato attenzionato nel mese di luglio 2001 dalla
scrivente Divisione, risultando tuttavia assolutamente inadeguato a
divenire fonte,
o a qualsiasi titolo collaboratore,
della Divisione stessa”. Un interessamento che aveva suscitato la
curiosità del presidente della Commissione d’inchiesta sui
rifiuti, Gaetano Pecorella, che nel 2011 ne aveva chiesto ragione al
direttore del servizio. Ma i rapporti dell’imprenditore di Busto
Arsizio con
il Sismi sono anche più antichi. Comerio, considerato dal Sisde in
un appunto del 2003 “sedicente appartenente ai servizi segreti,
noto faccendiere italiano
presumibilmente legato alla vicenda delle cosiddette “navi
a perdere” e
al centro di una serie di vicende legate alla Somalia”,
è stato in contatto fin dalla fine degli anni ’80 con una fonte
della Prima divisione del servizio militare, che all’epoca aveva
rapporti di lavoro con Comerio.
L’ingegnere
delle scorie
Comerio
e la Oceanic
disposal management (Odm),
una delle sue società, sono stati al centro delle indagini del
nucleo investigativo del corpo forestale dello Stato nel ’95
sull’affondamento delle “navi a perdere” nel Mediterraneo. I
contatti della Odm, che si occupava di “inabissamento
in mare di rifiuti radioattivi”,
arrivavano fino ai Paesi dell’Est Europa. Secondo una nota
desecretata del Sismi, inviata alla Ottava divisione nel febbraio del
’95, i titolari dell’azienda sarebbero stati “in procinto di
andare a Mosca per sottoscrivere un contratto con i russi, i quali
sono molto interessati all’eliminazione clandestina delle scorie
radioattive”. Il nome di Comerio emerge anche in relazione
all’affondameto di navi considerate coinvolte intraffico
di materiale bellico e
radioattivo (anche se l’inchiesta è stata archiviata): la motonave
Rigel, affondata il 21 settembre 1987 al largo delle coste calabresi
(sull’agenda di Comerio di quell’anno, sequestrato nel maggio ’95
dal gruppo di investigatori di cui faceva parte il capitano Natale
De Grazia,
venne trovato l’appunto “Lost the Ship” – “Persa la nave”)
e la motonave Rosso spiaggiata ad Amantea nel dicembre del ’90, su
cui si concentra, in molti dei documenti desecretati, l’interesse
dei servizi.
Grazie alla legge voluta da Renzi oggi sappiamo molte
schifezze che ci erano state nascoste

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