Uma nessuna centomila
Di
Massimo Gramellini vice Direttore de LA STAMPA
Dopo
un corteggiamento durato appena vent’anni, il regista pulp Quentin
Tarantino è riuscito a fare breccia nel cuore ragguardevole della
sua musa cinematografica, Uma Thurman. La coppia è stata segnalata
in vacanza nel sud della Francia, ma anche se la notizia alla fine
risultasse falsa, gli interessati sono vivamente pregati di non
smentirla.
Sarebbe
come rovinare una poesia. Tutti i maschi hanno una creatura a cui si
ispirano per nobilitare le proprie gesta. Se sono particolarmente
versati nelle arti, la chiamano Beatrice e le affidano le chiavi del
Paradiso, anche quando nella realtà lei non li ha mai filati nemmeno
per un aperitivo. Altrimenti le dedicano ciò che sono comunque
capaci di creare, fosse pure un risotto o una passeggiata in bici.
Per ogni maschio la musa è una rabdomante di talenti: la sua
presenza, fisica o immateriale, riesce a estrarre il meglio da colui
con cui entra in comunione. Un uomo senza musa è un aereo senza
cielo, una canzone senza musica, un’auto senza una strada dove
andare.
Per
vent’anni il genio di Tarantino ha inventato mondi attraverso Uma.
In «Pulp Fiction» l’ha costretta a ballare per lui e in «Kill
Bill» le ha fatto sbaragliare ogni nemico che si frapponesse tra
loro. In ogni fotogramma le ha rivelato i suoi sogni e i suoi incubi,
le sue passioni e le sue ossessioni. Ha preso il proprio subconscio e
gliene ha fatto dono. Il giorno infausto in cui mai si dovessero
lasciare, la Thurman potrà dire qualsiasi cosa, ma non che Tarantino
si sia rivelato diverso da come se l’era immaginato.

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