martedì 11 novembre 2014

Chiampa cavallo....Di Massimo Gramellini Vice Direttore de LA STAMPA

Chiampa cavallo


Di Massimo Gramellini Vice Direttore de LA STAMPA
Per tagliare le tasse ai cittadini il governo toglie i soldi alle Regioni, che per recuperarli aumentano le tasse ai cittadini. Carta vince, carta perde: e a perdere siamo sempre noi. Mentre un Chiamparino allegro come il cielo di novembre annunciava i ferali ritocchi all’addizionale Irpef e al bollo auto dei piemontesi, mi è tornato alla mente quando Corrado Guzzanti, nei panni del ministro Tremonti, teorizzava lo schemino di cui sopra. Ma per un contribuente cosa cambia, chiedeva la Dandini. E lui: «Niente. Ma poiché negli enti locali comanda la sinistra, noi potremo dire che il governo di destra ha abbassato le tasse e che ad alzarle sono stati i comunisti». L’unica differenza tra la satira profetica e la realtà è che al governo e agli enti locali adesso c’è lo stesso partito. 
 
Affiora l’essenza politica di Renzi: talentuosa e superficiale. Ci vuole del talento per capire che i pezzi ingordi delle istituzioni possono essere indotti a cambiare dieta solo se vengono resi ancora più odiosi ai cittadini: senza i denari statali a coprire loro le spalle, le burocrazie locali sono costrette a scegliere tra il taglio del superfluo e il taglio dei voti alle prossime elezioni. Ma ci vuole della superficialità per mettere sullo stesso piano le Regioni sprecone e quelle virtuose (ancorché appesantite come il Piemonte da un deficit frutto di errate speculazioni finanziarie). Se togli i soldi a uno sprecone, lo induci a ridurre gli sprechi. Ma se li togli a chi sprechi non ne fa, lo costringi a tagliare i servizi. Oppure a farseli pagare con un aumento delle tasse che ridurrà gli effetti del cambiamento annunciato alla solita muffa di chiacchiere. 




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