Epatite C, Lorenzin: "Accesso terapie avanguardia a tutti i malati"
Il
ministro: "Sul farmaco a base di sofosbuvir, che sta per
arrivare sul mercato, in settimana è previsto un incontro con le
regioni per valutare l'impatto economico della sue
commercializzazione". Ma i pazienti chiedono risposte subito e
si preparano a nuove proteste
ROMA
- Il Piano nazionale contro le
epatiti è pronto e la volontà del governo è quella di assicurare
i nuovi farmaci di
ultima generazione, capaci di eradicare il virus, a tutti i pazienti,
che in Italia sono oltre 800mila. La rassicurazione arriva dal
ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Le associazioni dei malati,
però, chiedono misure immediate e si dicono pronte a nuove proteste.
Il Piano nazionale, ha affermato il ministro durante il question time
alla Camera, "è pronto e stiamo ora cercando di mettere una
cifra economica accanto al Piano di eradicazione". Il ministro
però il tempo per costituire un Fondo ad hoc. Un'operazione che
richiederà risorse importanti, visto che il farmaco ha costi
elevati. La cura con il sofosbuvir, costa
all'incirca 84.000 dollari."La
costituzione di un fondo ad hoc". Una
patologia, ha detto, che rappresenta una "piaga da eliminare nel
nostro Paese". Per questo, Lorenzin ha assicurato: "E' mia
ferma intenzione garantire nel prossimo futuro l'accesso di tutti i
pazienti alle nuove
terapie
farmacologiche mediante
la costituzione di un Fondo ad hoc contro l'epatite C, che preveda
l'eradicazione della malattia in pochi anni". Tuttavia, "nel
frattempo - ha precisato - si è reso necessario procedere ad una
modulazione dell'accesso alle terapie in modo da assicurare
progressivamente il trattamento a tutti i pazienti".
Il principio attivo sofosbuvir . L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha ricordato Lorenzin, "ha individuato alcune priorità di intervento, dati gli alti costi delle terapie ed il numero dei pazienti". Il ministro ha quindi sottolineato che "l'imminente introduzione nel mercato italiano del farmaco a base del principio attivo
sofosbuvir va salutata come l'inizio di una nuova fase per la prevenzione delle epatiti che punta su terapie farmacologiche che non richiederanno per il futuro il ricorso all'interferone". La definizione dei "criteri di accesso a tali terapie, garantendo anche la sostenibilità del sistema - ha detto - costituisce una mia assoluta priorità, che ritengo sia nazionale e che non può essere gestita Regione per Regione in base alle differenti disponibilità economiche". Il provvedimento per la commercializzazione del farmaco, ha aggiunto, "sarà pubblicato a breve in gazzetta ufficiale" ma l'Aifa "ha comunque garantito l'accesso alle cure compassionevoli a carico dell'azienda produttrice per i pazienti più gravi". Questa settimana, inoltre, è previsto presso il ministero un incontro con i rappresentanti delle Regioni "per valutare nel suo complesso l'impatto, anche economico, della prossima commercializzazione del farmaco".Pazienti pronti a protestare. I malati, però, sono critici e si dicono pronti a nuove iniziative, compresa una manifestazione davanti al ministero dell'Economia, se non ci saranno risposte sul fondo per i nuovi farmaci contro la malattia, come afferma Ivan Gardini, presidente dell'associazione Epa C onlus, all'indomani della lettera di tutte le associazioni che chiede al governo un fondo da 700 milioni di euro in dieci anni. L'Aifa, rileva Gardini, "ha concluso la contrattazione del Sofosbuvir, il primo della nuova serie di farmaci che riesce a eradicare il virus, a fine settembre, ma da allora non ci sono stati sviluppi. Dopo proclami roboanti - conclude - il ministero della Salute si è lavato le mani della vicenda, questo è inaccettabile".
Il principio attivo sofosbuvir . L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha ricordato Lorenzin, "ha individuato alcune priorità di intervento, dati gli alti costi delle terapie ed il numero dei pazienti". Il ministro ha quindi sottolineato che "l'imminente introduzione nel mercato italiano del farmaco a base del principio attivo
sofosbuvir va salutata come l'inizio di una nuova fase per la prevenzione delle epatiti che punta su terapie farmacologiche che non richiederanno per il futuro il ricorso all'interferone". La definizione dei "criteri di accesso a tali terapie, garantendo anche la sostenibilità del sistema - ha detto - costituisce una mia assoluta priorità, che ritengo sia nazionale e che non può essere gestita Regione per Regione in base alle differenti disponibilità economiche". Il provvedimento per la commercializzazione del farmaco, ha aggiunto, "sarà pubblicato a breve in gazzetta ufficiale" ma l'Aifa "ha comunque garantito l'accesso alle cure compassionevoli a carico dell'azienda produttrice per i pazienti più gravi". Questa settimana, inoltre, è previsto presso il ministero un incontro con i rappresentanti delle Regioni "per valutare nel suo complesso l'impatto, anche economico, della prossima commercializzazione del farmaco".Pazienti pronti a protestare. I malati, però, sono critici e si dicono pronti a nuove iniziative, compresa una manifestazione davanti al ministero dell'Economia, se non ci saranno risposte sul fondo per i nuovi farmaci contro la malattia, come afferma Ivan Gardini, presidente dell'associazione Epa C onlus, all'indomani della lettera di tutte le associazioni che chiede al governo un fondo da 700 milioni di euro in dieci anni. L'Aifa, rileva Gardini, "ha concluso la contrattazione del Sofosbuvir, il primo della nuova serie di farmaci che riesce a eradicare il virus, a fine settembre, ma da allora non ci sono stati sviluppi. Dopo proclami roboanti - conclude - il ministero della Salute si è lavato le mani della vicenda, questo è inaccettabile".
da Repubblica.it

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