Il
collare che raffredda il cervello
Limita
i danni di ictus e infarti
di Mark Perna @pernamark
L’innovativo sistema per il trattamento del danno cerebrale acuto è stato creato da un team italiano. Testato sugli animali, entro 36 mesi primi test sull’uomo
È
italiana la start up che si è aggiudicata il concorso internazionale
Intel Global Challenge per la migliore soluzione nella categoria
Internet of Things Hardware, portandosi a casa un assegno di 15 mila
dollari e numerosi contatti con i principali investitori della
Silicon Valley. Il team di Neuron Guard ha convinto una qualificata
giuria internazionale presso la Haas School of Business
dell’Università di Berkeley con un innovativo dispositivo per il
trattamento del danno celebrale acuto. Grazie infatti a un
particolare collare da applicare ai pazienti è possibile ridurre
sensibilmente le conseguenze sul cervello generate da ictus, infarti
e traumi cranici severi.
Il principio dell’ipotermia
«Abbiamo
realizzato un prototipo in grado di abbassare la temperatura del
cervello per evitare che le cellule celebrali degenerino rapidamente»
dice alCorriere.it Enrico
Giuliani il medico fondatore dell’azienda premiata. Il collare
sfrutta un principio ben conosciuto, quello dell’ipotermia, che ha
già dimostrato di essere efficace in molti casi d’emergenza,
specialmente nel trattamento degli infarti. Il dispositivo italiano
ha però una proposizione unica e innovativa, quella di poter essere
impiegato subito durante l’emergenza dai paramedici, per tutta la
durata del trasporto in ospedale e anche nelle prime 72 ore dopo il
ricovero. «Il tempo è cruciale. Prima si interviene, più
possibilità si hanno di preservare le funzionalità del cervello»
spiega il giovane imprenditore modenese. È risaputo infatti che la
degenerazione neurologica inizia già dopo 8 minuti dall’evento
critico e che il danno è irreversibile.
Esperimenti sugli animali
In
collare sviluppato dall’azienda emiliana permette di far scendere
in modo sicuro la temperatura del cervello fino a 34 gradi centigradi
rallentando la morte celebrale. Il dispositivo è dotato di una unità
di controllo e di una «intelligenza artificiale» che sulla base dei
valori registrati dai sensori in tempo reale è in grado di gestire
la temperatura in modo dinamico, garantendo al paziente un
trattamento efficace. In questo momento il collare è in fase di
validazione scientifica con esperimenti condotti sugli animali, ma i
primi risultati sono molto incoraggianti. Ci vorranno tuttavia ancora
24/36 mesi prima che l’apparecchio possa iniziare ad essere testato
sull’uomo.
Obiettivo: un sistema simile ai defibrillatori da diffondere ovunque
L’obiettivo
finale del progetto Neuron Guard è piuttosto ambizioso, mettere a
punto una soluzione portatile simile ai defibrillatori che in modo
analogo possano essere diffusi ovunque: nelle stazioni, aeroporti,
centri commerciali e in tutti i luoghi di aggregazioni, in modo che
il rapido intervento del paziente possa dare risultati ottimali.
«Secondo le nostre stime, con Neuron Guard si potranno avere anche
significativi risparmi economici sulla sanità pubblica» ci dice
Mary Franzese, co-fondatrice della start up e responsabile marketing.
«Il trattamento di un malato cronico in questi casi costa circa 110
mila euro, con il nostro collare la spesa si potrebbe ridurre di
oltre il 40 per cento». Nonostante alcune allettanti proposte
ricevute per implementare il progetto negli Stati Uniti, i due
fondatori assicurano di voler continuare a rimanere in Italia. Questa
volta per fortuna, i cervelli rimarranno «congelati» a casa nostra.

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