Renzi alla Guardia di Finanza: "E' finito il tempo dei furbi"
Davanti
agli allievi della Scuola di Polizia di Tributaria il premier espone
la 'ricetta' per contrastare l'illegalità: "E' necessario
stangare chi viola le norme ma allo stesso tempo servono norme più
semplici". Poi torna sul Jobs Act: "Avremo meno alibi e non
meno diritti". Padoan: "Nella legge di Stabilità
interventi di contrasto all'evasione per circa 3,4 miliardi
ROMA - "Bisogna
stangare in modo definitivo coloro i quali violano le norme e lo
fanno in modo inaccettabile" ma allo stesso tempo "servono
norme più semplici" per contrastare la criminalità. Così
il premier Matteo Renzi all'inaugurazione dell'Anno Accademico
2014-2015 della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza
a Ostia ha illustrato la strategia da adottare per combattere
l'illegalità e l'evasione fiscale. "Bisogna
cambiare approccio verso il cittadino che si deve sentire moralmente
accompagnato e il pubblico non è solo controllore ma diventa il
consulente", ha aggiunto il presidente del Consiglio.
Con il premier il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il Comandante generale della GdF Saverio Capolupo. Renzi, davanti agli allievi della Guardia di Finanza, ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale del corpo nel contrasto all'illegalità: "Il primo pensiero va agli allievi. E' convinzione di tutti noi che solo attraverso l'adempimento con onore e disciplina di tutti, da chi ricopre incarichi di governo al cittadino, riusciremo a cambiare questo Paese. Noi siamo orgogliosi del vostro lavoro". Poi ha lanciato un messaggio di speranza al Paese: "Questo Paese non è spacciato, questa è la volta buona in cui ce la facciamo", ma "serve il contributo di tutti, perchè non è un primo ministro che salva l'Italia, non è un ministro o un comandante".
Nell'occasione il premier è voluto tornare sul percorso delle riforme, sottolineando l'importanza della riforma della scuola. "Nel processo di riforme la più grande riforma è quella del sistema educativo. Possiamo riformare la Costituzione, la legge elettorale, dopo anni di sabbie mobili, possiamo intervenire sulle norme del processo civile, ma il punto centrale è che o noi siamo in grado di dire che il futuro dell'Italia passa per lo sviluppo del capitale umano o noi il Paese non lo portiamo fuori dalla crisi". Poi ha sottolineato che "sulle riforme c'è un vasto consenso e andremo avanti velocemente" e ha affermato che con il Jobs Act avremo "meno alibi e non meno diritti". "Grazie alle riforme - ha sottolineato Renzi - la politica non avrà più blocchi".
Sul tema del fisco, ha voluto chiarire che l'Italia "ha bisogno di un sistema del fisco in cui il cittadino non si senta controllato perchè c'è una presunzione di colpevolezza". Poi l'affondo contro i "furbi", contro l'evasione che ogni anno sottrae alla collettività 91 miliardi di euro, "quasi sei punti di Pil". "Sono anni - ha aggiunto Renzi - che ci diciamo che le cose in Italia non possono cambiare. Che siamo destinati ad avere corruzione ed evasione alte o che i furbi riescano a d avere la meglio. E' finito il tempo in cui chi si ritiene furbo possa avere la meglio. Ma serve uno sforzo di semplicità. Se voi riuscirete nel vostro lavoro a rendere plastico che è cambiato il rapporto tra i cittadini e il grande mondo della pubblica amministrazione voi avrete fatto non solo un servizio al Paese ma a voi stessi". E ha ricordato che nella lotta al fenomeno dell'aveasione servono anche misure a livello europeo: "Trovo incredibile che ci fanno esami tutti gli anni e poi magari bloccassero l'iva per procedere", riferendosi alle norme nel ddl Stabilità che intervengono sull'Iva a contrasto dell'evasione fiscale e richiedono, perciò, il via libera europeo.
Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in un breve intervento, ha sottolineato che in Italia l'evasione fiscale sottrae all'erario somme ingenti, che "potrebbero essere utilizzate dallo Stato per migliorare il bilancio pubblico, per ridurre la pressione fiscale e per perseguire obiettivi di equità sociale". L'evasione fiscale "distorce il funzionamento del mercato, perchè pone i contribuenti onesti in una condizione sfavorevole rispetto agli evasori e impedisce l'allocazione ottimale delle risorse". Proprio per questo nel disegno di legge stabilità per il 2015, attualmente in discussione alla Camera, "sono contemplati interventi di contrasto all'evasione che consentiranno di recuperare risorse per circa 3,5 miliardi aggiuntivi rispetto al 2014".
Il ministro ha poi ricordato che "per contrastare efficacemente l'evasione fiscale su scala internazionale le misure unilaterali non sono sufficienti: dobbiamo mettere in campo risposte coordinate a livello globale" e ha ricordato che al Consiglio Ecofin dello scorso 14 ottobre "la presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea ha conseguito l'accordo politico
per
la revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa che
incorpora nella legislazione europea uno standard per lo scambio
automatico di informazioni, con effetti dal primo gennaio 2016 e
scambi operativi nel 2017 per tutti gli Stati membri".Da
Repubblica.it
Con il premier il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il Comandante generale della GdF Saverio Capolupo. Renzi, davanti agli allievi della Guardia di Finanza, ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale del corpo nel contrasto all'illegalità: "Il primo pensiero va agli allievi. E' convinzione di tutti noi che solo attraverso l'adempimento con onore e disciplina di tutti, da chi ricopre incarichi di governo al cittadino, riusciremo a cambiare questo Paese. Noi siamo orgogliosi del vostro lavoro". Poi ha lanciato un messaggio di speranza al Paese: "Questo Paese non è spacciato, questa è la volta buona in cui ce la facciamo", ma "serve il contributo di tutti, perchè non è un primo ministro che salva l'Italia, non è un ministro o un comandante".
Nell'occasione il premier è voluto tornare sul percorso delle riforme, sottolineando l'importanza della riforma della scuola. "Nel processo di riforme la più grande riforma è quella del sistema educativo. Possiamo riformare la Costituzione, la legge elettorale, dopo anni di sabbie mobili, possiamo intervenire sulle norme del processo civile, ma il punto centrale è che o noi siamo in grado di dire che il futuro dell'Italia passa per lo sviluppo del capitale umano o noi il Paese non lo portiamo fuori dalla crisi". Poi ha sottolineato che "sulle riforme c'è un vasto consenso e andremo avanti velocemente" e ha affermato che con il Jobs Act avremo "meno alibi e non meno diritti". "Grazie alle riforme - ha sottolineato Renzi - la politica non avrà più blocchi".
Sul tema del fisco, ha voluto chiarire che l'Italia "ha bisogno di un sistema del fisco in cui il cittadino non si senta controllato perchè c'è una presunzione di colpevolezza". Poi l'affondo contro i "furbi", contro l'evasione che ogni anno sottrae alla collettività 91 miliardi di euro, "quasi sei punti di Pil". "Sono anni - ha aggiunto Renzi - che ci diciamo che le cose in Italia non possono cambiare. Che siamo destinati ad avere corruzione ed evasione alte o che i furbi riescano a d avere la meglio. E' finito il tempo in cui chi si ritiene furbo possa avere la meglio. Ma serve uno sforzo di semplicità. Se voi riuscirete nel vostro lavoro a rendere plastico che è cambiato il rapporto tra i cittadini e il grande mondo della pubblica amministrazione voi avrete fatto non solo un servizio al Paese ma a voi stessi". E ha ricordato che nella lotta al fenomeno dell'aveasione servono anche misure a livello europeo: "Trovo incredibile che ci fanno esami tutti gli anni e poi magari bloccassero l'iva per procedere", riferendosi alle norme nel ddl Stabilità che intervengono sull'Iva a contrasto dell'evasione fiscale e richiedono, perciò, il via libera europeo.
Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in un breve intervento, ha sottolineato che in Italia l'evasione fiscale sottrae all'erario somme ingenti, che "potrebbero essere utilizzate dallo Stato per migliorare il bilancio pubblico, per ridurre la pressione fiscale e per perseguire obiettivi di equità sociale". L'evasione fiscale "distorce il funzionamento del mercato, perchè pone i contribuenti onesti in una condizione sfavorevole rispetto agli evasori e impedisce l'allocazione ottimale delle risorse". Proprio per questo nel disegno di legge stabilità per il 2015, attualmente in discussione alla Camera, "sono contemplati interventi di contrasto all'evasione che consentiranno di recuperare risorse per circa 3,5 miliardi aggiuntivi rispetto al 2014".
Il ministro ha poi ricordato che "per contrastare efficacemente l'evasione fiscale su scala internazionale le misure unilaterali non sono sufficienti: dobbiamo mettere in campo risposte coordinate a livello globale" e ha ricordato che al Consiglio Ecofin dello scorso 14 ottobre "la presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea ha conseguito l'accordo politico

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