Rivoluzione catastale, abitazioni rivalutate in futuro anche del 180 per cento
di
ROBERTO PETRINI per Repubblica.it
Via
al primo decreto delegato. Calcolo in base a prezzi di mercato e
metri quadri Legge di Stabilità, emendamenti bipartisan: meno
tasse su Tfr e fondi
ROMA
. Scatta l'operazione catasto, una vera e propria rivoluzione, attesa
da anni, che porterà alla revisione delle rendite catastali di oltre
60 milioni di immobili. Al taglio del traguardo, tra circa cinque
anni, i valori catastali potrebbero subire rivalutazioni dal 30 al
180 per cento, ma l'obiettivo è quello di colpire soprattutto chi
fino ad oggi ha pagato di meno per case di maggior prestigio.
Il decreto legislativo varato ieri definitivamente dal consiglio dei ministri, dopo l'esame del Parlamento, avvia il primo passo. Ripartono le nuove "commissioni censuarie " provinciali: 106 organismi composti da membri dell'Agenzia delle entrate, dell'Anci e dei professionisti (geometri, fiscalisti, ingegneri ecc.) che avranno il compito nei prossimi cinque anni di stimare casa per casa, capannone per capannone, le nuove rendite catastali, misura cruciale per calcolare l'imponibile sul quale si pagano Imu, Tasi e Irpef. Da segnalare che il decreto prevede che non saranno corrisposti gettoni di presenza.
I
l decreto varato ieri è tuttavia solo il primo passo, importante perché le Commissioni erano di fatto congelate dal 1989, che crea l'infrastruttura decisionale dell'intera operazione. Il secondo, che si attende prima di marzo del prossimo anno quando scadranno i termini per l'esercizio della delega, fornirà i nuovi meccanismi di calcolo che terranno conto del valore di mercato mandando in pensione i vecchi estimi calcolati in base ad "ingessate" zone censuarie e categorie catastali (le famose A1, A2 ecc).
Al posto del sistema archiviato ne arriverà uno nuovo che si articolerà in tre classi principali: abitazioni, attività produttive e immobili ad uso sociale. Il calcolo si baserà sui metri quadrati e non più sui vani, ma terrà conto di una serie di variabili in grado di definire il reale valore dell'immobile avvicinandolo al prezzo di mercato:
si
valuterà per definire il nuovo "algoritmo" della presenza
di scale, dell'anno di costruzione, del piano, dell'esposizione e
della localizzazione.
Il decreto legislativo varato ieri definitivamente dal consiglio dei ministri, dopo l'esame del Parlamento, avvia il primo passo. Ripartono le nuove "commissioni censuarie " provinciali: 106 organismi composti da membri dell'Agenzia delle entrate, dell'Anci e dei professionisti (geometri, fiscalisti, ingegneri ecc.) che avranno il compito nei prossimi cinque anni di stimare casa per casa, capannone per capannone, le nuove rendite catastali, misura cruciale per calcolare l'imponibile sul quale si pagano Imu, Tasi e Irpef. Da segnalare che il decreto prevede che non saranno corrisposti gettoni di presenza.
I
l decreto varato ieri è tuttavia solo il primo passo, importante perché le Commissioni erano di fatto congelate dal 1989, che crea l'infrastruttura decisionale dell'intera operazione. Il secondo, che si attende prima di marzo del prossimo anno quando scadranno i termini per l'esercizio della delega, fornirà i nuovi meccanismi di calcolo che terranno conto del valore di mercato mandando in pensione i vecchi estimi calcolati in base ad "ingessate" zone censuarie e categorie catastali (le famose A1, A2 ecc).
Al posto del sistema archiviato ne arriverà uno nuovo che si articolerà in tre classi principali: abitazioni, attività produttive e immobili ad uso sociale. Il calcolo si baserà sui metri quadrati e non più sui vani, ma terrà conto di una serie di variabili in grado di definire il reale valore dell'immobile avvicinandolo al prezzo di mercato:

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