«Basta pagare i detenuti per i lavori domestici»
La proposta della direttrice della Terza Casa di Rebibbia: «Dentro al carcere creiamo lavori veri»
Di Claudia Di Pasquale per IL Corriere Della Sera.it
«Dentro
le carceri i detenuti dovrebbero fare i lavori domestici a titolo
gratuito e volontario». È questa l’idea di Nunzia Passannante,
direttrice della Terza Casa di Rebibbia. La proposta da lei definita
«politicamente scorretta» nasce da alcuni dati obiettivi. Oggi per
legge il detenuto che lavora va pagato ma i soldi per far lavorare
tutti i detenuti non ci sono, e i risultati sono sotto gli occhi di
tutti.
Solo
l’1% dei detenuti si occupa della manutenzione del fabbricato, le
carceri cadono a pezzi, e buona parte dei detenuti si ritrova a
oziare, non impara un mestiere, e quando esce 7 volte su 10 torna a
delinquere. Non solo, quei pochi che lavorano alle dipendenze
dell’amministrazione penitenziaria fanno per lo più dei lavori non
professionalizzanti. Se questi lavori diventassero «gratuiti»,
secondo la direttrice della Terza casa, si potrebbero investire i
pochi soldi che ci sono per creare dentro le carceri dei «lavori
veri«.
Fanno
così già in Irlanda: qui dentro alle carceri ci sono decine di
laboratori creati allo scopo di insegnare ai detenuti una professione
spendibile poi all’esterno, e il detenuto che lavora guadagna solo
15-18 euro la settimana. In Austria invece le carceri fanno da
contoterzisti per imprese private, il detenuto fa un «lavoro vero»,
guadagna, ma il 75% dello stipendio viene trattenuto
dall’amministrazione per compensare il costo del suo mantenimento.
Non
si potrebbe fare così anche in Italia? È
quello che Report ha chiesto ai politici nella puntata «Il
Risarcimento» firmata da Claudia Di Pasquale e Giuliano Marrucci.
Non si chiede il miracolo , ma almeno il pranzo ,cena, e
colazione se la devono pagare o sbaglio ? Perché li deve
mantenere il popolo che da questi uomini e donne (detenuti )
hanno subito danni di tutti i generi ?
Nessun commento:
Posta un commento
Grazie per il tuo commento !