L’Uomo Nero
Da Massimo Gramellini Vice Direttore de LA STAMPA
Bisogna
pur farsi una cultura. E allora scorriamo insieme la fitta biografia
del cinquantaseienne Massimo Carminati, alias Il Nero di «Romanzo
Criminale», figura di punta della retata di malviventi che hanno
regnato su Roma negli ultimi anni, grazie al silenzio tremebondo e in
certi casi al sostegno convinto della classe politica locale.
Picchiatore
neofascista ai tempi della scuola. Terrorista nei Nuclei Armati
Rivoluzionari (Nar). Esperto nello spaccio e nell’uso di esplosivi.
Accusato dell’omicidio di due giovani militanti della sinistra
milanese, Fausto e Iaio. Protagonista di una famosa rapina alla Chase
Manhattan Bank dell’Eur. Killer affiliato alla banda della
Magliana, tanto che il suo nome ricorre in decine di stragi,
assassini e rapine, nonché in due omicidi avvenuti nel mondo delle
scommesse dei cavalli (una delle vittime cementificata, l’altra
stesa direttamente in sala corse). Accusato per il delitto Pecorelli
e per un tentativo di depistaggio relativo alla strage di Bologna.
Ferito gravemente alla testa durante uno scontro con la polizia,
mentre tentava di espatriare illegalmente in Svizzera. Custode di un
deposito di armi nascosto nientemeno che dentro il ministero della
Sanità. Dedito nel tempo libero a traffico di stupefacenti,
estorsioni e riciclaggio. Imputato, e condannato, per associazione a
delinquere di stampo mafioso. Indagato per un furto nel caveau del
Palazzo di Giustizia di Roma. Coinvolto nello scandalo del calcio
scommesse. Il 2 dicembre 2014 viene arrestato...

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