YANIS
VAROUFAKIS Il
ministro delle Finanze
Il “marxista”dai soldi virtuali dei videogiochi al rebus euro
di Riccardo Meggiatoper IL Corriere Della Sera.it
l nuovo ministro delle Finanze della Grecia di Tsipras dal 2012 è consulente di Valve per la gestione dell’economia del portale Steam e degli acquisti digitali “in-game”
Prima
le voci di corridoio, poi la conferma:
Yanis
Varoufakis è il nuovo ministro delle finanze greco. Definito un
«marxista libertario» dovrà saltellare tra la delicata
cristalleria europea nel tentativo di placare le preoccupazioni, e le
pretese, dei creditori. Tsipras, appena insediato, l’ha voluto per
le sue grandi capacità dimostrate in campo internazionale. Tra
queste, e forse è la prima volta per una posizione di questo tipo, i
videogiochi.
Il curriculum del professore
Doppia
nazionalità greca e australiana, fisico atletico e sorriso pacato,
Varoufakis, dopo aver studiato matematica e statistica, nel 1987
riceve un dottorato in economia, materia che insegna poi nelle
università britanniche fino al 2000, per poi passare a quella di
Atene e, dal 2013, alla Lyndon B. Johnson School of Public Affairs,
ad Austin (Texas). Nel mentre, dal 2004 al 2006 fa da consulente
economico al governo Papandreou, e nel giugno 2012 è contattato da
Gabe Newell in persona. Per chi non lo sapesse, Newell è uno dei
personaggi di spicco dell’industria dei videogiochi: è infatti il
boss di Valve, softwarehouse e non solo a capo del negozio online
Steam da oltre cento milioni di utenti, ma anche autrice delle serie
milionarie (per acquirenti e fatturato) Half-Life, Counter-Strike,
Left 4 Dead, Portal e Dota 2.
La nuova sfida digitale
Newell,
banalmente, manda a Varoufaks una e-mail, chiedendogli di fare da
consulente alla sua società, per risolvere dei problemi legati alla
valuta virtuale utilizzata in Steam e nei giochi “freemium”, cioè
quelli gratuiti che possono essere migliorati acquistando, per
piccole cifre, accessori virtuali. È un campo nel quale il
professore greco non si è mai cimentato, e questo è sufficiente per
valutare la proposta e non cestinarla com’è solito fare (sul blog
di Valve il
racconto di Varoufakis stesso) . Newell, una vecchia volpe del
settore, sa che Varoufakis è la persona giusta, per Valve: da tempo
legge il suo blog -
che il neo-ministro ha deciso malgrado i consigli di non chiudere - e
ne ammira le innovative teorie. E poi, a breve, il professore
arriverà proprio negli Stati Uniti, per presentare un suo libro.
Aggiungere una visita di due giorni a Seattle, dove ha sede Valve,
non dovrebbe essere un problema. Così è, e Yanis Varoufakis,
accompagnato dalla moglie, negli uffici della softwarehouse di Newell
comprende la rilevanza e la particolarità dell’economia dei beni
virtuali. Soprattutto, è rapito dalla sua freschezza e dalle
infinite possibilità di sperimentazione che gli potrebbe offrire.
Accetta così di diventare economist-in-residence di Valve. Che
tradotto per gli appassionati di videogame, significa essere artefice
del raffinato sistema di acquisto di oggetti in Dota 2,
personalizzazioni per le armi di Counter-Strike, e molto altro
ancora.
I delicati sistemi economici dei videogiochi
Non
è la prima volta che una software ingaggia un economista per
migliorare e rendere più bilanciato il sistema economico di un
videogame (il primato spetta all’islandese CCP Games, che ingaggiò
Eyjólfur Guðmundsson per il suo gioco spaziale Eve Online), ma di
sicuro è la prima volta che un consulente dell’industria
videoludica diventa ministro. Così come Newell ha voluto Varoufakis
per oliare i meccanismi di una valuta digitale, Tsipras l’ha
chiamato per fare i conti con l’euro. Ora resta da vedere quanti
meccanismi del mondo virtuale si adatteranno a un problema fortemente
materiale come l’economia ellenica.

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