mercoledì 28 gennaio 2015

Il “marxista”dai soldi virtuali dei videogiochi al rebus euro

YANIS VAROUFAKIS Il ministro delle Finanze

Il “marxista”dai soldi virtuali dei videogiochi al rebus euro


di Riccardo Meggiatoper IL Corriere Della Sera.it

l nuovo ministro delle Finanze della Grecia di Tsipras dal 2012 è consulente di Valve per la gestione dell’economia del portale Steam e degli acquisti digitali “in-game”



Prima le voci di corridoio, poi la conferma: 
Yanis Varoufakis è il nuovo ministro delle finanze greco. Definito un «marxista libertario» dovrà saltellare tra la delicata cristalleria europea nel tentativo di placare le preoccupazioni, e le pretese, dei creditori. Tsipras, appena insediato, l’ha voluto per le sue grandi capacità dimostrate in campo internazionale. Tra queste, e forse è la prima volta per una posizione di questo tipo, i videogiochi. 
Il curriculum del professore
Doppia nazionalità greca e australiana, fisico atletico e sorriso pacato, Varoufakis, dopo aver studiato matematica e statistica, nel 1987 riceve un dottorato in economia, materia che insegna poi nelle università britanniche fino al 2000, per poi passare a quella di Atene e, dal 2013, alla Lyndon B. Johnson School of Public Affairs, ad Austin (Texas). Nel mentre, dal 2004 al 2006 fa da consulente economico al governo Papandreou, e nel giugno 2012 è contattato da Gabe Newell in persona. Per chi non lo sapesse, Newell è uno dei personaggi di spicco dell’industria dei videogiochi: è infatti il boss di Valve, softwarehouse e non solo a capo del negozio online Steam da oltre cento milioni di utenti, ma anche autrice delle serie milionarie (per acquirenti e fatturato) Half-Life, Counter-Strike, Left 4 Dead, Portal e Dota 2.
La nuova sfida digitale

Newell, banalmente, manda a Varoufaks una e-mail, chiedendogli di fare da consulente alla sua società, per risolvere dei problemi legati alla valuta virtuale utilizzata in Steam e nei giochi “freemium”, cioè quelli gratuiti che possono essere migliorati acquistando, per piccole cifre, accessori virtuali. È un campo nel quale il professore greco non si è mai cimentato, e questo è sufficiente per valutare la proposta e non cestinarla com’è solito fare (sul blog di Valve il racconto di Varoufakis stesso) . Newell, una vecchia volpe del settore, sa che Varoufakis è la persona giusta, per Valve: da tempo legge il suo blog - che il neo-ministro ha deciso malgrado i consigli di non chiudere - e ne ammira le innovative teorie. E poi, a breve, il professore arriverà proprio negli Stati Uniti, per presentare un suo libro. Aggiungere una visita di due giorni a Seattle, dove ha sede Valve, non dovrebbe essere un problema. Così è, e Yanis Varoufakis, accompagnato dalla moglie, negli uffici della softwarehouse di Newell comprende la rilevanza e la particolarità dell’economia dei beni virtuali. Soprattutto, è rapito dalla sua freschezza e dalle infinite possibilità di sperimentazione che gli potrebbe offrire. Accetta così di diventare economist-in-residence di Valve. Che tradotto per gli appassionati di videogame, significa essere artefice del raffinato sistema di acquisto di oggetti in Dota 2, personalizzazioni per le armi di Counter-Strike, e molto altro ancora.

I delicati sistemi economici dei videogiochi

Non è la prima volta che una software ingaggia un economista per migliorare e rendere più bilanciato il sistema economico di un videogame (il primato spetta all’islandese CCP Games, che ingaggiò Eyjólfur Guðmundsson per il suo gioco spaziale Eve Online), ma di sicuro è la prima volta che un consulente dell’industria videoludica diventa ministro. Così come Newell ha voluto Varoufakis per oliare i meccanismi di una valuta digitale, Tsipras l’ha chiamato per fare i conti con l’euro. Ora resta da vedere quanti meccanismi del mondo virtuale si adatteranno a un problema fortemente materiale come l’economia ellenica.


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