Siria, ong: "Kobane liberata dall'Is". Curdi controllano il 90% della città
Nelle
mani dei jihadisti solo il quartiere di Kani Arabane. Sulla città
continuano i bombardamenti della coalizione guidata dagli Usa.
Secondo stampa araba Stato islamico e al-Nusra controllano 4% del
Libano
DAMASCO -
Anche sull'ultima collina sovrastante Kobane,
Kaniye Kurda, svetta ora il vessillo curdo e non più la bandiera
nera dello Stato islamico. Dopo quattro mesi di durissimi
combattimenti i curdi hanno ripreso il controllo quasi totale
dell'enclave in territorio siriano al confine con la Turchia. La
notizia è stata diffusa dall'Osservatorio siriano per i diritti
umani, che segnala sporadici combattimenti in due sobborghi, Kani
Erban e Maqtalah, dove c'è una residua presenza dei jihadisti. Sulla
città continuano i bombardamenti della coalizione guidata dagli
Stati Uniti che ha aiutato i curdi a fermare l'avanzata dei
jihadisti.
L'avanzata dei curdi sembra dunque essere arrivata alla fine: sabato i peshmerga controllavano il 70% della città e la bandiera curda svettava sulla collina di Mistenur.
L'avanzata dei curdi sembra dunque essere arrivata alla fine: sabato i peshmerga controllavano il 70% della città e la bandiera curda svettava sulla collina di Mistenur.
Oggi,
secondo quanto riferito dall'Ong siriana, le forze curde controllano
il 90% di Kobane. Le Unità di protezione popolare (Ypg) composte dai
combattenti curdi hanno ricacciato i miliziani jihadisti nei
sobborghi est della città. Secondo il gruppo con sede a Londra, lo
Stato islamico avrebbe inviato nella zona altri 140 combattenti, tra
cui minorenni non addestrati.
I miliziani jihadisti avevano lanciato un'offensiva contro la città il 16 settembre scorso. Nelle prime settimane il gruppo era avanzato rapidamente, conquistando più della metà della superficie di Kobane, ma successivamente è stato frenato dai combattenti curdi, sostenuti da peshmerga arrivati dal Kurdistan iracheno.
I miliziani jihadisti avevano lanciato un'offensiva contro la città il 16 settembre scorso. Nelle prime settimane il gruppo era avanzato rapidamente, conquistando più della metà della superficie di Kobane, ma successivamente è stato frenato dai combattenti curdi, sostenuti da peshmerga arrivati dal Kurdistan iracheno.
Resta difficile la situazione dei tantissimi profughi che hanno lasciato la città per sfuggire alle violenze dei combattenti dello Stato islamico. Oggi la Turchia ha aperto il suo più grande campo profughi sul suo territorio, in cui saranno accolte 35mila persone fuggite da Kobane. Il campo, situato nella città di Suruc, vicino al confine siriano, ha due ospedali, sette cliniche e un numero di aule scolastiche sufficiente per 10mila bambini. Dopo mesi di scontri a Kobane sono arrivati in Turchia circa 200mila profughi.
Jihadisti avanzano in Libano. Lo Stato islamico arretra anche in Iraq: oggi la provincia sunnita irachena Diyala è stata dichiarata "zona liberata" dalle milizie jihadiste dello stato islamico. L'annuncio è stato fatto dal capo della polizia del governatorato, che ha dichiarato conclusa l'operazione contro i membri dell'autoproclamato califfato.
L'influenza dello Stato islamico rischia però di allargarsi ad un altro Stato, il Libano. Secondo quanto riferito dal quotidiano panarabo "Al sharq al awsat", oltre il 4% del territorio libanese sarebbe in mano ai miliziani sunniti e ai combattenti del fronte al-Nusra, gruppo legato ad al-Qaeda. Lo Stato islamico starebbe per proclamare il califfato islamico nella zona di Jurud Arsal dopo aver cacciato l'esercito libero siriano, cioè il braccio armato di quella che viene indicata come opposizione moderata siriana.
Da
Repubblica.it
Credo
che sia ora di dire grazie a tutti quelli che stanno cercando di
fermare questi animali fanatici dell' ISIS , che non meritano altro che la giusta morte ...grazie alle nazioni
che contribuiscono a questo sforzo bellico . Ora capiamo anche il
perché non ci si può fidare di una Turchia e per Turchia intendo Erdogan il peggio di tutti, all' interno dell'
Europa


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