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RICERCA DI PAOLO SALUCCI DELLA SISSA DI TRIESTE PUBBLICATA SU ANNALS
OF PHYSICS
Via
Lattea: la nostra galassia
è un tunnel spazio-temporale?
di Davide Sher per IL Corriere Della Sera.it
Potrebbe essere un nuovo modo di comprendere l’universo. L’intera galassia sarebbe un gigantesco sistema di trasporto interspaziale
Potrebbe
sembrare una di quelle teorie fantascientifiche destinata a far
sognare gli amanti di Star
Trek e Interstellar,
eppure la ricerca condotta da Paolo Salucci dellaScuola
internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste -
uno dei principali studiosi di materia oscura in Italia e a livello
internazionale - è stata pubblicata sull’autorevole rivista Annals
of Physics e potrebbe
aprire le porte a una nuova astrofisica. Contattato dal Corriere,
il professor Salucci ha voluto sottolineare che l’idea di
«interpretare la nostra Via Lattea come il motore di un
gigantesco wormhole,
simile a quello descritto proprio nel recente filmInterstellar,
è soprattutto una provocazione che mira a stimolare la comunità
scientifica ad affrontare il problema della materia oscura da un
punto di vista differente».
Materia oscura
Secondo
i calcoli di Salucci, infatti, l’equazione di Einstein in base alla
quale si genera un wormhole (cioè
un tunnel spazio-temporale che collega due punti dell’universo),
che solitamente si risolve usando un buco nero come motore per la
generazione del passaggio interspaziale (noto anche come «ponte di
Einstein-Rosen»), può essere risolta usando come motore il campo
gravitazionale della materia oscura presente nella galassia.
«Potrebbe essere solo una coincidenza», spiega Salucci, «eppure è
quanto meno sorprendente che l’equazione di Einstein relativa
al wormhole possa
essere risolta sostituendo alla discontinuità spazio-temporale,
causata da un campo gravitazionale fortissimo come quello di un buco
nero, i dati relativi al potenziale della materia oscura nella Via
Lattea, che esercita, invece, un campo d’attrazione debolissimo».
Un gigantesco sistema di trasporto
Secondo
la teoria di Salucci è quindi possibile che l’intera galassia
possa essere intesa come un gigantesco sistema di trasporto
interspaziale. Il passaggio potrebbe essere situato al centro della
galassia, ma anche in qualsiasi altro luogo e, sempre secondo i
calcoli teorici, sarebbe stabile e attraversabile. Anche se
l’equazione di Einstein viene risolta proprio per questo tipo di
struttura astrofisica, lo studio parte dalle caratteristiche
osservabili della materia oscura.
Wormhole
L’argomento
dei wormhole è
di grande attualità ultimamente, grazie alle ricerche condotte dal
fisico americano Kip Thorne, riportate anche in Interstellar.
La ricerca condotta da Salucci, insieme a Farook Rahman della
Jadavpur University di Kolkata (India) e a una squadra di ricercatori
indiani e statunitensi, però è stata avviata diverso tempo prima.
Mettere in discussione il modello standard della fisica delle
particelle - cioè quella che è stata la principale area di studi di
Salucci per gli ultimi due decenni - è più un rischio che
un’opportunità, ma si basa sul fatto che, semplicemente, la teoria
astrofisica non è più in grado di descrivere accuratamente quello
che i nostri strumenti rilevano nell’universo, soprattutto per
quanto riguarda la materia e l’energia oscura.
La debolezza del Modello standard
«L’idea
che la materia oscura possa essere in qualche modo collegata a una
particella supersimmetrica nota come neutralino semplicemente non
soddisfa più», spiega Salucci. «Sappiamo che la materia oscura
esiste per il modo in cui interagisce con la materia ordinaria e in
passato abbiamo associato questa interazione con una particella che,
però, avrebbe già dovuto essere stata osservata. Invece dopo
vent’anni di studi, tentativi in laboratorio e investimenti
miliardari per cercarla, attraverso i satelliti o nel rilevatore del
Gran Sasso, non siamo stati in grado di osservarla. Quindi»,
prosegue Salucci, «in questo momento anche un’ipotesi
fantascientifica regge meglio rispetto a quelle che sono considerate
le teorie standard».
Oltre l’attuale fisica
In
effetti la natura reale del nostro universo ha superato di gran lunga
la fantasia e, una volta scartate tutte le ipotesi verosimili,
occorre iniziare a considerare quelle alternative. Nel passaggio
dalla fisica newtoniana a quella einsteiniana è avvenuto un vero e
proprio cambio di paradigma, necessario a spiegare il concetto di
spazio-tempo. Ora lo stesso potrebbe essere necessario per spiegare
la materia oscura. «Oggi lo studio di quello che osserviamo
nell’universo può essere fatto solo in maniera empirica,
limitandoci a registrare quello che i nostri strumenti ci dicono, ma
senza essere in grado di spiegare perché accadono certi fenomeni»,
spiega Salucci. «Sono personalmente convinto», aggiunge, «che la
materia oscura non sia il prossimo passo nella fisica delle
particelle, ma che sia alla base di una fisica completamente nuova».
Aspettando la «nuova fisica»
Questa
nuova visione potrebbe essere in grado di districarsi dal vicolo
cieco in cui è finita la fisica delle particelle subatomiche e
fornire nuovi approcci per risolvere il mistero della materia oscura
e, per affrontare la Teoria del Tutto, cioè la teoria che
permetterebbe di conciliare la relatività generale di Einstein con
la meccanica quantistica (alla base di un altro recente film sulla
vita del fisico Stephen Hawking e chi si intitola proprio La
teoria del tutto). Ora potrebbe essere arrivato il momento
di scoprire un nuovo universo.

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