Banda larga, Italia profondo rosso
di Martina Pennisi
per IL Corriere Della Sera.it
Il
nostro Paese è fanalino di coda in Europa con 9,1 Mbps. Peggio della
Namibia (9,4)
I
dati di Ookla evidenziano la situazione infelice del nostro Paese
impegnato nell’eterna rincorsa degli obiettivi europei.
Recentemente
Matteo Renzi ha paragonato il bisogno di banda larga a quello del
pane. Mai definizione fu più azzeccata, se si pensa a quanto ci sia
abituati ad avere a che fare con le briciole. Mentre gli Stati Uniti
hanno addirittura rivisto la
definizione stessa di banda larga, alzando l’asticella di sei volte
a 25 Mbps in download e a 3 in upload, per l’Italia il 2015 è
l’anno del treno da non perdere. A fine dicembre si è conclusa la
consultazione pubblica delPiano
nazionale Banda Ultralarga, con la pubblicazione del documento
finale attesa nei prossimi giorni. Il prossimo passo consiste nella
mappatura delle zone prive di connettività a 30 Mbps o 100 Mbps in
cui gli operatori potranno candidarsi a intervenire. L’obiettivo
comunitario rimane quello di portare (almeno) i 100 Megabit a metà
della popolazione nel 2020, anno in cui tutti dovranno aver
assaggiato i 30, mentre continua a tenere banco la vicenda del
gestore di fibra ottica Metroweb.
A ricordarci l’urgenza della situazione sono, per l’ennesima volta, i dati di Ookla rielaborati graficamente The Independent. La testata britannica si chiede, senza mezzi termini, “cosa sta succedendo in Italia (e in Australia)?”. Sulla mappa raffigura in una scala dal rosso, sotto i 20 Mbps, al verde, più di 60, la situazione del globo. I due Paesi più veloci, fa notare, non quelli geograficamente più estesi, e uno a dire il vero non rientra nella definizione: Singapore, 104,42 Mbps, e Hong Kong, 96,38. Il picco negativo, 1,08 Mbps, viene toccato dallo stato africano del Benin. L’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25.
A ricordarci l’urgenza della situazione sono, per l’ennesima volta, i dati di Ookla rielaborati graficamente The Independent. La testata britannica si chiede, senza mezzi termini, “cosa sta succedendo in Italia (e in Australia)?”. Sulla mappa raffigura in una scala dal rosso, sotto i 20 Mbps, al verde, più di 60, la situazione del globo. I due Paesi più veloci, fa notare, non quelli geograficamente più estesi, e uno a dire il vero non rientra nella definizione: Singapore, 104,42 Mbps, e Hong Kong, 96,38. Il picco negativo, 1,08 Mbps, viene toccato dallo stato africano del Benin. L’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25.
da
http://www.corriere.it/tecnologia

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