Cino Ricci: "Noi traditi dagli americani, Bertelli ha fatto bene a sbattere la porta"
Lo
skipper di Azzurra che ha fatto conoscere l'America's Cup agli
italiani non ha dubbi: "I nostri andavano fortissimi, hanno
voluto cambiare le regola in corsa". Bye bye Bermuda, il
tricolore non ci sarà, ma non è detto che la Coppa vada avanti lo
stesso...
di
SIMONA CASALINI
Per Repubblica Sport.it
Bye
bye Bermuda. Luna Rossa non correrà nella prossima Coppa America
2017. E Cino Ricci, che con la sua Azzurra fece veleggiare tutta
l'Italia in tivvù dice che patron Bertelli ha fatto bene a lasciare,
che ai tradimenti bisogna dare risposte forti, agli sgambetti non si
può porgere l'altra guancia.
Clamoroso. La barca italiana farà presto i bagagli dal circo dell'America's Cup e accusa gli altri di tradimento. Lei cosa ne dice?
"Che Bertelli fa bene ad andarsene, perchè non si cambiano le regole in corsa, soprattutto quando si è venuto a sapere che la barca azzurra aveva un enorme vantaggio in sede di progettazione rispetto agli avversari. Il team italiano era partito molto presto con studi avanzatissimi, aveva già cominciato a costruire il multiscafo per sfidare il detentore della Coppa e aveva quasi creato la barca perfetta, o almeno dai primi risultati veniva fuori un'imbarcazione molto avanti come concetto e ispirazione. Di punto in bianco quelli gli dicono "scusate, ci siamo sbagliati, ne dovete progettare una molto più piccola, con meno gente a bordo e con altre novità dell'ultimo momento". Ci sta che uno si possa incavolare parecchio".
Clamoroso. La barca italiana farà presto i bagagli dal circo dell'America's Cup e accusa gli altri di tradimento. Lei cosa ne dice?
"Che Bertelli fa bene ad andarsene, perchè non si cambiano le regole in corsa, soprattutto quando si è venuto a sapere che la barca azzurra aveva un enorme vantaggio in sede di progettazione rispetto agli avversari. Il team italiano era partito molto presto con studi avanzatissimi, aveva già cominciato a costruire il multiscafo per sfidare il detentore della Coppa e aveva quasi creato la barca perfetta, o almeno dai primi risultati veniva fuori un'imbarcazione molto avanti come concetto e ispirazione. Di punto in bianco quelli gli dicono "scusate, ci siamo sbagliati, ne dovete progettare una molto più piccola, con meno gente a bordo e con altre novità dell'ultimo momento". Ci sta che uno si possa incavolare parecchio".
Molti
già consideravano il team di Luna Rossa favorito
"Io ho parlato tante volte con i ragazzi, anche con Max Sirena. Mi diceva "Cino, andiamo a bomba, siamo come la Mercedes della Formula 1". E questo agli altri non è andato bene".
Cosa succederà ora nell'organizzazione generale della Coppa ?
"Non lo so. Ci sono dei fatti abbastanza evidenti: oltre al timore che gli italiani avrebbero potuto batterli, loro, i detentori del trofeo, Oracle, cioè il sindacato di Larry Ellison, che Forbes mette tra gli uomini più ricchi al mondo, volevano dare una mano al team francese e inglese che avevano problemi di soldi, e per questo si sono inventati l'escamotage di imporre una barca più piccola della attuale, intorno ai 45 piedi, cioè lunga circa 13 metri contro gli attuali 19, con costi molto ridotti e meno equipaggio. Così hanno tirato la volata a campioni come Ben Ainslie e Loick Peyron ma hanno fatto arrabbiare di brutto i nostri".
Che una campagna di Coppa America costi meno può anche essere una scelta virtuosa
"Ma di soldi ne girano comunque tanti, è sempre stato così, e comunque non si tradisce a metà strada".
Però se anche i neozelandesi annunciassero il loro ritiro sarebbe un' altra bella botta alla Coppa
"Eh sì, vediamo cosa decidono i kiwi. Loro, insieme agli italiani, hanno votato contro i cambiamenti delle regole ma è passata a maggioranza la scelta di Ellison. E anche qui altra scorrettezza: all'inizio della nuova sfida per la 35° America's Cup si era deciso che qualunque modifica delle barche doveva essere presa all'unanimità e Bertelli si era opposto anche a che si tenessero queste votazioni.
Cosa perde la vela italiana se Luna Rossa-Prada non ci ripensa?
"Secondo me non cambia niente, i veri velisti non si sono per niente affezionati a questa forma di spettacolo senza anima che è diventata la Coppa America, con sei uomini su un catamarano che corre a mille e che manovrano a velocità incredibili. Ma non compiono quasi mai gesti o scelte tattiche un pò avventurose che possano essere apprezzati o copiati dai normali appassionati di mare. In più, se adesso rimpiccioliscono tutto, si perde anche quell'immagine di meravigliosa potenza che queste imbarcazioni".
Lei dice che sarebbe comunque brutta una Coppa America con "barchette"?
"Eh sì. Le cavalcate con i multiscafi giganti avevano comunque un qualcosa di meraviglioso, adesso se devono rattrapprirsi diventa una regata come ce ne sono tante altre, ad esempio gli extreme 40, che difatti pochi conoscono. A questo punto diventa più divertente fare una regata virtual" .
Se lei fosse skipper al posto di Max Sirena ora cosa farebbe?
"C'è poco altro da fare. Se l'armatore che mette i soldi dice che chiude tutto, chiedo la liquidazione e me ne torno a casa".
Così terra terra? Non le piace più la grande Coppa?
"Con Azzurra me ne sono innamorato follemente ma adesso è come una morosa vecchia. Mi piacciono più altre sfide, il giro del mondo in solitario e senza scalo, ad esempio, quella sì che è una grandissima avventura di passione"
Che tristezza ! Voler vincere a tutti i costi , che vittoria
sarebbe ?
Spero che molti Team lascino non è giusto ridurre una
Coppa Centenaria a un affare esclusivamente
commerciale
e perciò la si deve vincere con le buone o le cattive. Cari
Americani tenetevi pure la Coppa, cosi non la
vogliamo.......Marco Savona
"Io ho parlato tante volte con i ragazzi, anche con Max Sirena. Mi diceva "Cino, andiamo a bomba, siamo come la Mercedes della Formula 1". E questo agli altri non è andato bene".
Cosa succederà ora nell'organizzazione generale della Coppa ?
"Non lo so. Ci sono dei fatti abbastanza evidenti: oltre al timore che gli italiani avrebbero potuto batterli, loro, i detentori del trofeo, Oracle, cioè il sindacato di Larry Ellison, che Forbes mette tra gli uomini più ricchi al mondo, volevano dare una mano al team francese e inglese che avevano problemi di soldi, e per questo si sono inventati l'escamotage di imporre una barca più piccola della attuale, intorno ai 45 piedi, cioè lunga circa 13 metri contro gli attuali 19, con costi molto ridotti e meno equipaggio. Così hanno tirato la volata a campioni come Ben Ainslie e Loick Peyron ma hanno fatto arrabbiare di brutto i nostri".
Che una campagna di Coppa America costi meno può anche essere una scelta virtuosa
"Ma di soldi ne girano comunque tanti, è sempre stato così, e comunque non si tradisce a metà strada".
Però se anche i neozelandesi annunciassero il loro ritiro sarebbe un' altra bella botta alla Coppa
"Eh sì, vediamo cosa decidono i kiwi. Loro, insieme agli italiani, hanno votato contro i cambiamenti delle regole ma è passata a maggioranza la scelta di Ellison. E anche qui altra scorrettezza: all'inizio della nuova sfida per la 35° America's Cup si era deciso che qualunque modifica delle barche doveva essere presa all'unanimità e Bertelli si era opposto anche a che si tenessero queste votazioni.
Cosa perde la vela italiana se Luna Rossa-Prada non ci ripensa?
"Secondo me non cambia niente, i veri velisti non si sono per niente affezionati a questa forma di spettacolo senza anima che è diventata la Coppa America, con sei uomini su un catamarano che corre a mille e che manovrano a velocità incredibili. Ma non compiono quasi mai gesti o scelte tattiche un pò avventurose che possano essere apprezzati o copiati dai normali appassionati di mare. In più, se adesso rimpiccioliscono tutto, si perde anche quell'immagine di meravigliosa potenza che queste imbarcazioni".
Lei dice che sarebbe comunque brutta una Coppa America con "barchette"?
"Eh sì. Le cavalcate con i multiscafi giganti avevano comunque un qualcosa di meraviglioso, adesso se devono rattrapprirsi diventa una regata come ce ne sono tante altre, ad esempio gli extreme 40, che difatti pochi conoscono. A questo punto diventa più divertente fare una regata virtual" .
Se lei fosse skipper al posto di Max Sirena ora cosa farebbe?
"C'è poco altro da fare. Se l'armatore che mette i soldi dice che chiude tutto, chiedo la liquidazione e me ne torno a casa".
Così terra terra? Non le piace più la grande Coppa?
"Con Azzurra me ne sono innamorato follemente ma adesso è come una morosa vecchia. Mi piacciono più altre sfide, il giro del mondo in solitario e senza scalo, ad esempio, quella sì che è una grandissima avventura di passione"
Che tristezza ! Voler vincere a tutti i costi , che vittoria
sarebbe ?
Spero che molti Team lascino non è giusto ridurre una
Coppa Centenaria a un affare esclusivamente
commerciale
e perciò la si deve vincere con le buone o le cattive. Cari
Americani tenetevi pure la Coppa, cosi non la
vogliamo.......Marco Savona

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