Massimo
D'Alema contro tutti. "Siccome la diffamazione è un reato,
quando uno non riesce ad arginarla con la forza dei ragionamenti,
deve ricorrere alla legge" afferma l'ex presidente del
Consiglio, che replica così a tutti coloro che hanno affermato di
aver ricevuto finanziamenti dalla cooperativa Cpl Concordia. "Serve
un intervento legislativo per tutelare l'onorabilità delle persone
non indagate, per proteggerle da compagne diffamatorie come questa
che mi vede protagonista. E' falso che ho ricevuto bonifici, per cui
a partire da oggi abbiamo cominciato a muovere la carta bollata e a
intraprendere azioni legali contro quanti hanno intrapreso questa
campagna scandalistica priva di qualsiasi fondamento".
D'Alema
riferisce di aver ricevuto accuse "palesemente false e
diffamatorie" legate alla sua persona e alla Fondazione
Italianieuropei, che "è istituzione culturale che non è mia,
non ne sono proprietario. Comprende molte personalità, per cui è
offensivo ritenere che sia riassumibile nella mia persona. Non ne
sono neanche l’amministratore né il rappresentante legale, né
tantomeno il beneficiario dei contributi". Pertanto "dire
che sono beneficiario di contributi è falso, nasconde la verità.
Non capisco come si possa dire che sono stati dati 80 mila euro a
D’Alema. È un falso e chi se ne è reso responsabile, dovrà
risponderne, perché anche la pazienza ha un limite".
In
merito poi all'ipotesi che utilizzasse le convention del Pd per
vendere il suo libro, D'Alema parla di affermazioni "chiaramenti
diffamatorie" e si lascia andare a una considerazione ironica,
dicendo che "non so cosa direbbe il segretario del Pd di questa
mia iniziativa, non credo che lo permetterebbe quando anche io lo
chiedessi". Per quanto riguarda l'azienda Madeleine, che produce
soprattutto i vini e che amministra sua moglie, D'Alema dice che
"abbiamo ricevuto ordini scritti a cui hanno corrisposto
regolari fatture" da parte di una cooperativa, a cui in quanto
tale "abbiamo riservato un trattamento di favore". Tutti il
denaro ricevuto, prosegue D'Alema, è "del tutto trasparente,
documentato e documentabile".
D'Alema
potrebbe essere ascoltato dalla Procura di Napoli nell'ambito
dell'inchiesta che ha portato all'arresto del sindaco Giuseppe
Ferrandino e altre persone. "Non ho nulla da dire ai magistrati
- dice - ma sono sempre stato a disposizione in qualsiasi circostanza
abbiano ritenuto di dovermi sentire. È accaduto in passato come
testimone e anche in qualche caso come indagato, poi prosciolto".
D'Alema si è reso anche protagonista di uno scontro con un cronista. “Lei ha detto che ho venduto il vino durante una convention del Pd. Siccome oggi sto denunciando diversi giornali, denuncio anche lei”. Nervi tesi a Bari dove Massimo D’Alema è arrivato per un incontro in Ateneo e poi nel pomeriggio nel foyer del teatro Petruzzelli, prima del quale l’ex premier parlerà alla stampa. “Il mio vino viene acquistato da tantissimi cittadini. Gli acquisti sono avvenuti nel corso di due anni non in una convention del Pd, sono stati regolarmente fatturati e sono avvenuti in prossimità delle festività, evidentemente per fare regali come fanno molte imprese", rimarca l’ex premier il cui nome è finito nelle carte dell’inchiesta che ha portato all’arrestato tra gli altri del sindaco di Ischia e del responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia Francesco Simone. D'Alema regisce alla domanda dell'inviato della trasmissione Virus di Rai2 e annuncia querela
da http://www.huffingtonpost.it
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