Riprendiamoci la festa del 25 aprile come simbolo di unità nazionale
Da
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Si
avvicina il 25 aprile, Festa della Liberazione dell'Italia dai
nazifascisti. Facciamo in modo che il 25 aprile sia la festa di
tutti, tributiamo ai partigiani l'onore che meritano e rispettiamo la
storia di lotta e onore della Brigata ebraica. Non consentiamo a
qualche esagitato fuori dalla storia di impadronirsi della nostra
festa.
Si
avvicina il 25 aprile, Festa
della Liberazione dell'Italia
dai nazifascisti. In tutto il paese, da decenni, sfilano nelle piazze
ex-partigiani, associazioni, partiti politici, sindacati, cittadine e
cittadini. Sembra ovvio e pacifico che questa occasione rappresenti
un momento di unità nazionale, almeno di quello che un tempo era
chiamato "fronte antifascista".
Negli
ultimi anni, poi, lo studio della storia ha portato alla luce una
pagina importante della guerra di Liberazione: il contributo della
Brigata ebraica, quel gruppo di ebrei residenti nell'allora Palestina
che si unì all'esercito britannico in un'unità autonoma,
combattendo tra le strade e le città per liberare l'Italia dai
nazifascisti, facendosi particolare onore sul fronte
dell'Emilia-Romagna (come su
queste colonne ha ben ricostruito Vittorio Pavoncello).
Giustamente, questo contributo in termini di coraggio, sangue e orgoglio deve essere presente alle manifestazioni del 25 aprile insieme con le altre formazioni partigiane e della Resistenza. Invece, da molti anni questa pretesa sacrosanta viene contestata nei cortei, soprattutto a Roma e Milano. Pochi facinorosi, ostaggi di ideologie ormai superate, colgono il pretesto delle bandiere della Brigata ebraica per prendersela con lo Stato d'Israele e brandire bandiere palestinesi, che non c'entrano nulla col 25 aprile.
Giustamente, questo contributo in termini di coraggio, sangue e orgoglio deve essere presente alle manifestazioni del 25 aprile insieme con le altre formazioni partigiane e della Resistenza. Invece, da molti anni questa pretesa sacrosanta viene contestata nei cortei, soprattutto a Roma e Milano. Pochi facinorosi, ostaggi di ideologie ormai superate, colgono il pretesto delle bandiere della Brigata ebraica per prendersela con lo Stato d'Israele e brandire bandiere palestinesi, che non c'entrano nulla col 25 aprile.
L'effetto
di questa operazione, al netto di tafferugli e insulti irripetibili?
L'anniversario
della Liberazione dal nazi-fascismo, che dovrebbe unire tutti gli
italiani perbene, si trasforma in uno scontro, mentre la gran parte
dei cittadini si allontana da quella che dovrebbe essere una festa
popolare, nazionale, partecipata. Non a caso sono sempre meno le
persone che sfilano, almeno alla manifestazione romana di Porta San
Paolo.
Per
questo facciamo appello agli organizzatori, affinché si adoperino,
insieme alle istituzioni, per impedire che gli episodi degli ultimi
anni si ripetano. Perché la Brigata ebraica possa sfilare
pacificamente sotto il vessillo con la Stella di David in campo
bianco e blu. Facciamo in modo che il 25 aprile sia la festa di
tutti, tributiamo ai partigiani l'onore che meritano e rispettiamo la
storia di lotta e onore della Brigata ebraica. Non consentiamo a
qualche esagitato fuori dalla storia di impadronirsi della nostra
festa.


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