mercoledì 26 febbraio 2014

Grillo: "La Rete confermi l'espulsione dei dissidenti". Annunci di scissione a Senato e Camera

Grillo: "La Rete confermi l'espulsione dei dissidenti". Annunci di scissione a Senato e Camera


Ieri sera l'assemblea dei gruppi parlamentari M5s ha votato a favore della cacciata dei senatori Orellana, Campanella, Battista e Bocchino. Adesso la parola al web. Ma il Movimento si spacca: diversi parlamentari pronti a lasciare per formare un nuovo gruppo
ROMA - Ieri sera l'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle ha votato a favore della procedura di espulsione dei senatori Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Fabrizio Bocchino, "rei" di aver criticato il comportamento di Beppe Grillo nel suo faccia a faccia con Matteo Renzi alle consultazioni. I quattro sotto accusa si difendono in un video. 
Ipotesi scissione. La palla passa alla Rete: la permanenza o meno dei 4 'dissidenti' tra i parlamentari 5 Stelle sarà stabilita dal voto dei militanti M5S sul web, che potranno esprimersi fino alle 19 di questa sera. Ma, secondo fonti interne al Movimento, altri quattro senatori sarebbero pronti a lasciare il gruppo Cinquestelle a Palazzo Madama, se dovesse passare la linea dell'espulsione. I quattro andrebbero ad aggiungersi agli altri quattro colleghi in via di espulsione e ad altri tre senatori M5S già fuori: Marino MastrangeloPaola De Pin Adele Gambaro. Ci sarebbero dunque i numeri per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare al Senato. Addirittura per Roberto Cotti "sono più di 30 i senatori pronti a difendere" i dissidenti e a costituire un gruppo autonomo. In un post su Facebook, il senatore Cotti invita i militanti a votare contro l'espulsione. E aggiunge: "Attenzione è in corso la votazione per decidere sull'espulsione di quattro senatori del Movimento 5 stelle dal gruppo parlamentare. La decisione è stata presa col voto di appena una quindicina di senatori (su 50) ed oltre 60 deputati che non conoscono nemmeno i nostri colleghi". 


Tra i senatori 'transfughi' ci sarebbe anche Alessandra Bencini intercettata mentre in lacrime prendeva l'ascensore per lasciare Palazzo Madama: "Basta. Voglio tornare a casa, così non va".  E sembra che anche un gruppo di deputati del M5S sia pronto a lasciare il proprio gruppo parlamentare in dissenso per la pratica delle espulsioni. I "dissidenti" si starebbero contando per verificare la possibilità di formare un proprio gruppo a Montecitorio, in parallelo con il Senato. Tra loro il deputato Alessio Tacconi, che si schiera con i senatori sotto accusa e in tweet chiede di essere considerato uno di loro:

Grillo: spero che il web ratifichi le espulsioni.
 Questa mattina Grillo ha esordito sul suo blog con un post molto duro, in cui si è augurato che la Rete ratifichi l'espulsione: "Adesso deciderà la rete, spero che deciderà e confermerà il verdetto della assemblea, così noi siamo un pochino meno ma molto, molto più coesi e forti". E ha incitato i suoi in vista delle europee: "Abbiamo una battaglia: dobbiamo vincere le europee e le vinceremo. Daremo il sangue per le europee. Daremo il sangue sulle strade: molti di voi andranno sui palchi di tutti i comuni. 4 mila comuni e due regioni vanno alle elezioni, abbiamo le europee".

A dare man forte al leader il deputato Manlio di Stefano, che su Facebook ha invitato i militanti del movimento ad essere "coesi come la testuggine spartana, ognuno di noi deve sentirsi protetto dal compagno al suo fianco. In questi undici mesi ho sempre sentito, nei momenti fondamentali, una spada conficcarsi al mio fianco. Questo non è più tollerabile. Fate la vostra scelta. In alto i cuori".

L'assemblea di ieri sera, alla quale hanno partecipato anche i quattro dissidenti, è stata tesa e a tratti confusa. Riccardo Nuti ha accusato Campanella di aver già pronto il simbolo per un nuovo movimento politico. Accuse respinte dal diretto interessato. Sulla stessa linea, seppure con sfumature diverse, anche altri deputati.

Intanto l'Aula del Senato ha detto no alla mozione di sfiducia M5S per i neo ministri Federica Guidi e Giuliano Poletti. Il Movimento ha chiesto che venissero discusse a breve, ma l'assemblea ha respinto la modifica del calendario.

Da Repubblia.it

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