Renzi, primo giorno da premier a Treviso e i Forconi gli lanciano le arance
Il
primo ministro alla Coletti, esempio di
integrazione: tanti i figli
di immigrati che la
frequentano. All’esterno, manifestazione di
Forza
Nuova
Matteo
Renzi, da
ieri ufficialmente presidente del Consiglio ,
è arrivato intorno alle 9 alla scuola media Coletti di
Treviso dove, insieme con il ministro dell’Istruzione, Stefania
Giannini, e quello del Lavoro, Giuliano Poletti, ha incontrato per
poco meno di un’ora insegnanti e alunni.
La
scuola, alla periferia della cittadina veneta, è un esempio di
integrazione, visto l’alto numero di figli di immigrati
che frequentano l’istituto: «È andata bene, molto bene», ha
detto il premier all’uscita dalla scuola; poi, accerchiato da
cameraman e giornalisti, è riuscito a risalire in auto per
il secondo appuntamento della giornata, con i sindaci della
Marca trevigiana.
Tutto
questo, però, non prima di lanciare una nuova iniziativa: «Se c’è
qualcosa che non va, me lo segnalate alla casella (non ancora
attiva, ndr). Ogni settimana andrò nelle scuole ad ascoltare le
richieste e poi torno a Roma con i compiti a casa».
Davanti
a docenti e studenti, Renzi ha sottolineato più volte l’importanza
dell’educazione scolasticacome «punto di ripartenza del paese»,
dicendo che «l’Italia diventa grande ed importante solo se riesce
a investire nella scuola. Per questo noi abbiamo deciso di partire da
qui dopo che negli ultimi anni gli insegnanti sono stati considerati
un po’ poco». Invece, se «al governo dobbiamo guardare allo
spread e ai mercati, poi i paesi si salvano solo se le scuole
funzionano». Un’opinione espressa : «Treviso. Che bello
incontrare gli studenti! Sentivo la mancanza. Investire sulla scuola
è il modo per uscire dalla crisi #lavoltabuona».
All’esterno,
un piccolo gruppo di esponenti di Forza Nuova, prima dell’arrivo
di Renzi, ha dato vita a una manifestazione di protesta davanti
all’istituto sventolando bandiere italiane ed esponendo uno
striscione con lo slogan “Dopo Monti e Letta ecco Renzi la terza
marionetta”. I manifestanti sono controllati dalle forze
dell’ordine.
Più
tardi, intorno alle 10.30, Renzi si è spostato nel centro di Treviso
per incontrare i sindaci della zona al Museo di Santa Caterina: ad
accoglierlo, anche il presidente della Regione VenetoLuca Zaia (Lega
Nord), che ha detto che valuterà «il governo dai fatti». Il
premier, secondo quanto riferito dalla presidente della commissione
Lavori pubblici di Treviso, Antonella Tocchetti, avrebbe dato ragione
alla rabbia dei primi cittadini, che hanno soldi “bloccati”
per interventi infrastrutturali a causa dei limiti del Patto di
Stabilità: Renzi avrebbe preso appunti, chiedendo a ognuno il numero
di abitanti e quanti soldi sono bloccati.
Su
questo, Zaia ha dato un “altolà” al presidente del Consiglio:
«Noi mandiamo un sacco di soldi a Roma e non vogliamo
essere penalizzati perché produciamo di più».
Un’ora
dopo, intorno alle 11.40, dure contestazioni hanno accolto Renzi
all’arrivo a Palazzo Rinaldi, sempre a Treviso: da un gruppo
eterogeneo di persone sono partite grida di «buffone, buffone» e
sono anche volate alcune arance, che non hanno però raggiunto
il premier.
Del
gruppo farebbero parte anche alcuni esponenti del cosiddetto
Movimento dei Forconi, chehanno gridato «assassino,
assassino» contro il primo ministro, chiedendo a gran voce di
potere votare per un referendum «che dia l’indipendenza al
Veneto».
dal Secolo XIX
Destra terrorizzata che Renzi possa farcela !!!

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