domenica 9 novembre 2014

Bollani: «Io come Wil Coyote: sempre pronto a riprendere la corsa»

Bollani: «Io come Wil Coyote: sempre pronto a riprendere la corsa»


Paolo Battifora per IL SecoloXIX

Genova - «Sono come Wil Coyote con Bip Bip, sempre pronto a riprendere la corsa». Stefano Bollani, pianista jazz (e non solo) di fama mondiale, è fatto così, sbuca dove meno te lo aspetti. Lo hai messo a fuoco come jazzista? Eccolo cimentarsi con Gershwin e Ravel. Lo hai individuato alle latitudini brasiliane? Eccolo sguazzare nel multiforme universo di Frank Zappa. Di una sola cosa puoi star certo: della sua imprevedibilità.
È appena uscito “Sheik yer Zappa”, omaggio a Frank Zappa, sua antica passione. Quali affinità con questo iconoclasta artista americano?
«La voglia di shakerare qualsiasi musica, senza fare monumenti a nessuno ma reinventando la propria libertà e fuggendo dall’ortodossia di ogni giorno».
Fresco di stampa è anche “Joy in spite of everything”, raffinato disco jazz con il grande chitarrista Bill Frisell.
«Collaborare con lui era un sogno che avevo sin da ragazzino. È un grandissimo musicista. Il titolo del disco, la gioia nonostante tutto, è una citazione da Tom Robbins: vivere con gioia contribuisce a creare un mondo pieno di gioia».
Come vive le critiche ai suoi lavori?
«Ognuno è libero di esplorare a modo proprio un’opera. I dischi vivono e vanno in giro indipendenti da chi li ha creati. Leggo le critiche e mi fa piacere se sono positive, ma non mi faccio certo condizionare».
Si considera un innovativo?
«Mai voluto esserlo. Sono solo un musicista che ama esplorare le sue possibilità».
Decisamente vaste, a giudicare dalle sue scorribande artistiche. Mai temuto di disorientare i fan?
«Seguo semplicemente la mia curiosità e la mia voglia di imparare. E quando mi pare di aver raggiunto ciò che stavo inseguendo, faccio come Wil Coyote con Bip Bip, ricomincio a correre».
E con la televisione come la mettiamo?
Fa programmi di successo ma ammette di non guardarla. «La televisione mira a manipolare gli spettatori e la loro idea di realtà e viene usata come arma di distrazione di massa. Potendo scegliere, preferisco farla, e bene, piuttosto che subirla».
Musicista, scrittore e ora attore in “La Regina Dada”. Di cosa si tratta?
«È un viaggio sciamanico, in cui la protagonista, Valentina Cenni, cerca di creare un proprio mondo fuori dalle convenzioni. Io interpreto i personaggi che le girano intorno e cercano di aiutarla nella costruzione di se stessa».
Frank Zappa si era candidato alla Casa Bianca. Farebbe la stessa scelta?
«I presidenti sono solo degli attori, portavoce di un potere molto più forte. Preferisco guardarli da lontano e sorriderne».


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