Come migliorare la previsione dei nubifragi
La previsione di eventi alluvionali
estremi potrebbe essere migliorata tenendo conto di una variabile meteorologica
attualmente non inclusa nei modelli, il cosiddetto trasporto orizzontale di
vapore. E' questa la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di
ricercatori dello European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), a
Reading, in Gran Bretagna, e pubblicato
su “Nature Communications”, che
dimostrano come gli avvisi di elevato rischio di alluvione potrebbero essere
anticipati anche di tre giorni, almeno in alcune regioni d'Europa.
Le previsioni a medio raggio, ossia quelle su un arco di tempo compreso fra i 3 e i 14 giorni, sono tutte di carattere probabilistico e risentono fortemente di possibili errori nella stima dello stato iniziale dell'atmosfera, dato che quello meteorologico è un sistema caotico, ossia a variazioni anche molto piccole nelle condizioni iniziali possono corrispondere esiti estremamente diversi. Per questo le previsioni a medio raggio sono fatte eseguendo un numero elevato di simulazioni al computer con condizioni iniziali leggermente differenti per poi calcolare la probabilità dei diversi scenari.
Attualmente le variabili prese in considerazione nei modelli previsionali sono: temperatura; umidità; pressione; intensità e durata della radiazione solare, precipitazioni, nuvolosità e velocità e direzione del vento. Tuttavia, fra i meteorologi si è fatta strada l'ipotesi che sui livelli di precipitazione influisca in maniera significativa anche un'altra variabile, il trasporto orizzontale di vapore, ossia di ampie masse di aria umida che viaggiano attraverso l'atmosfera formando una sorta di fiumi atmosferici giganti.
Questi “fiumi” - tipicamente dell'ordine di 400-500 chilometri di larghezza e 2000 di lunghezza - sono associati ad aree cicloniche, o di depressione, che si snodano attraverso il Nord Atlantico fino a raggiungere l'Europa, dove parte del del vapore acqueo cade a terra sotto forma di pioggia.
Le previsioni a medio raggio, ossia quelle su un arco di tempo compreso fra i 3 e i 14 giorni, sono tutte di carattere probabilistico e risentono fortemente di possibili errori nella stima dello stato iniziale dell'atmosfera, dato che quello meteorologico è un sistema caotico, ossia a variazioni anche molto piccole nelle condizioni iniziali possono corrispondere esiti estremamente diversi. Per questo le previsioni a medio raggio sono fatte eseguendo un numero elevato di simulazioni al computer con condizioni iniziali leggermente differenti per poi calcolare la probabilità dei diversi scenari.
Attualmente le variabili prese in considerazione nei modelli previsionali sono: temperatura; umidità; pressione; intensità e durata della radiazione solare, precipitazioni, nuvolosità e velocità e direzione del vento. Tuttavia, fra i meteorologi si è fatta strada l'ipotesi che sui livelli di precipitazione influisca in maniera significativa anche un'altra variabile, il trasporto orizzontale di vapore, ossia di ampie masse di aria umida che viaggiano attraverso l'atmosfera formando una sorta di fiumi atmosferici giganti.
Questi “fiumi” - tipicamente dell'ordine di 400-500 chilometri di larghezza e 2000 di lunghezza - sono associati ad aree cicloniche, o di depressione, che si snodano attraverso il Nord Atlantico fino a raggiungere l'Europa, dove parte del del vapore acqueo cade a terra sotto forma di pioggia.
I
grafici mostrano l'andamento della corrente di trasporto di
vapore orizzontale
(a sinistra) del 23 dicembre 2013 e le
previsioni di intense precipitazioni a
sette giorni. (Cortesia D.
Lavers et al./Nature)
L'estensione dell'arco temporale di previsione è massima per le aree più direttamente interessate dai “fiumi” di trasporto di vapore (Spagna, regioni meridionali della Gran Bretagna, Germania) per decrescere per altre regioni, come la Francia meridionale e sostanzialmente annullarsi per quanto riguarda l'Italia e i Balcani.
Prima di inserire stabilmente questa variabile nei modelli meteororlogicti, avvertono i ricercatori, sarà comunque necessario condurre ulteriori approfondite ricerche che confermino il risultato ottenuto.
da http://www.lescienze.it/news/2014


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