martedì 25 novembre 2014

Furlan: "Renzi sbaglia di grosso, serve patto sul lavoro. Non può pensare di fare tutto da solo"

Furlan: "Renzi sbaglia di grosso, serve patto sul lavoro. Non può pensare di fare tutto da solo"

ROMA - Con Susanna Camusso i rapporti sono "di grande rispetto personale". Renzi invece "sbaglia" quelli con i sindacati. Il videoforum con Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, eletta dopo le dimissioni di Bonanni che aveva caldeggiato la sua candidatura con l'augurio ''che due donne favoriscano il dialogo''. Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne la neosegretaria risponde alle domande dei lettori di Repubblica.it.Partendo proprio dalla fifura femminile nel lavoro. "Nel nostro Paese e in Europa in generale, non c'è parità, le donne, ancora oggi, a parità di lavoro, guadagnano meno, non hanno sempre le stesse opportunità di carriera rispetto agli uomini e non sono riconosciute allo stesso modo. Alla radice c'è anche la difficoltà di accettare che una donna possa essere competitiva, competente, presente. Insomma, si devono fare tante cose nel Paese anche su questo tema. Perché poi di violenza sulle donne si finisce a parlare soprattutto quando finisce sulla cronaca, nera, purtroppo ma il resto resta un po' un cono d'ombra" (VIDEO).



Due punti per rompere io ghiaccio. Dalle donne ad un'altra prima donna sindacalista. E sulla Camusso dice "siamo due persone che rappresentano due grandi organizzazioni su alcune cose la pensiamo allo stesso modo e facciamo cose assieme e su altre abbiamo opinioni distinte e facciamo cose diverse". Il secondo punto è sul premier Matteo Renzi che "sbaglia di grosso nell'atteggiamento con i sindacati confederali", dice Furlan, "non valorizza un bene inestimabile, potrebbe fare un'alleanza forte con chi rappresenta il lavoro. Per uscire dalla crisi nessuno può immaginare di fare da solo, ma ci vuole un patto sociale che metta al centro il lavoro. E' l'unico modo per uscirne". Rispetto alla legge di Stabilità, continua, "più che sciopero generale serve obbligare il governo a essere molto più incisivo sulle politiche europee".

La Finanziaria. Per Furlan "contiene cose positive e cose da cambiare ma tutto questo non giustifica uno sciopero generale. Non l'abbiamo fatto neppure con la Fornero quando era davvero un testo da lacrime e sangue, figurarsi ora". La legge Fornero sulle pensioni è stata la "peggiore" di sempre perché "ha creato gli esodati", ma ora "il Parlamento ci rimetta le mani il prima possibile senza aspettare l'esito del referendum" proposto dalla Lega nord,   afferma Furlan.
Lo sciopero. Così la leader della Cisl contesta la linea di Cgil e Uil di proclamare lo sciopero generale. Per la neo segretaria lo sciopero "va usato con obiettivi precisi e immaginando che con quello strumento si risolva il problema". Lo sciopero, continua "è uno strumento importante ed è un sacrificio per i lavoratori che perdono una giornata di lavoro, va usato avendo questa consapevolezza". "Nei paesi che meglio hanno affrontato la crisi, alla base c'è stato un grande patto sociale. Questo ha portato bene e ha accelerato l'uscita dalla crisi. Qua si urla tanto e ci si parla poco", continua Furlan, "ma abbiamo bisogno di fare cose serie". Poi torna a parlare del leader Fiom, Maurizio Landini: "Abbiamo due modi di vedere l'azione sindacale diversi: io voglio la contrattazione. Quando sento Landini dire che bisogna occupare le fabbriche... Io rispondo che invece va alzata la competitività del nostro paese, io voglio la contrattazione, ho l'impressione che lui la preferisca rotta piuttosto che aggiustata". Il segretario ribadisce poi le differenze tra politica e sindacato, che consentano un dialogo oltre che una barriera. "Il sindacato deve tornare con forza a fare di più, per il precariato, per temi del lavoro e questo è l'impegno della Cisl". 
Iniziative. Presentando l'iniziativa della Cisl del 2 dicembre a Firenze, in un luogo simbolo come la stazione "Leopolda", Furlan si augura che "quelle mura assorbano anche la voce dei lavoratori". "L'1 dicembre le categorie della scuola e del pubblico impiego della Cisl fanno sciopero per il rinnovo del loro contratto, un obiettivo preciso, così è efficace". Invece "lo sciopero contro la crisi ho impressione sia strumento spuntato, vanno fatte altre cose". 

A ministro Madia: "Non basta che tranquillizzi". Non basta che "tranquillizzi, la ministra deve fare la ministra e quindi promuovere provvedimenti perché davvero nessuno rimanga a casa. Intanto il primo dicembre si beccano un bello sciopero" del pubblico impiego, continua il segretario generale riferendosi al ministro della Pa, Marianna Madia, che nel corso dell'ultimo incontro a Palazzo Chigi ha assicurato che nessun dipendente pubblico perderà il posto. Si parla di "questi 'privilegiati' - aggiunge Furlan ironicamente - che hanno uno stipendio medio di 1.100-1.200 euro bloccato da sei anni". Con lo sciopero si chiede il rinnovo del contratto.
Elezioni. "Nell'Emilia e nella Calabria ha vinto il Pd, non c'è dubbio, ma c'è un tasso astensionismo inedito, forse hanno giocato fattori locali ma lo stesso non è un bel segnale. La politica deve rivedere il proprio modo di agire. Nessuno può immaginare di risolvere i problemi che abbiamo davanti, da solo". 
Disoccupazione e precarietà dei giovani. "Bisogna andare dove i giovani ci sono, scuole, università, territori, noi dobbiamo aprirci, e svecchiare il sindacato, senza chiedere qualcosa in cambio, è il solo modo per dare un futuro alla democrazia, ed è compito nostro, del sindacato".

Pensione Bonanni "strumentalizzata".
 Quella della pensione dell'ex leader della Cisl Raffaele Bonanni è stata "una vicenda strumentalizzata", dice il nuovo segretario generale del sindacato di via Po. "Bonanni è andato in pensione dopo 47 anni di lavoro con una pensione vecchia maniera tutta sul sistema retributivo, una fortuna per quella generazione. La vicenda è stata utilizzata in modo negativo e speculativo".










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