lunedì 17 novembre 2014

Il Sudafrica aveva negato il visto al Dalai Lama, summit dei Nobel per la Pace spostato a Roma

Il Sudafrica aveva negato il visto al Dalai Lama, summit dei Nobel per la Pace spostato a Roma

L’evento dal dal 12 al 14 dicembre. Sono attesi anche Desmond Tutu e Lech Walesa
Per tre giorni Roma sarà la capitale mondiale della pace. In una decisione che promette di creare tensione con il governo cinese, su invito del sindaco Ignazio Marino Roma ospiterà dal 12 al 14 dicembre il 14esimo Vertice dei Nobel per la Pace. Appuntamento che originariamente era in programma a Città del Capo in ottobre, ma che saltò quando il Sudafrica negò il visto al Dalai Lama per non irritare Pechino. 
 
Il Dalai Lama e altri 22 Nobel per la Pace hanno già confermato la loro presenza al vertice romano degli uomini di Pace insigniti del Premio Nobel, organizzato dal Segretariato Permanente del Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace. È il nono che viene tenuto a Roma. 
 
Tra le personalità attese, l’arcivescovo emerito sudafricano Desmond Tutu, l’avvocata iraniana per i diritti umani Shirin Ebadi, la pacifista liberiana Leymah Gbowee, l’attivista yemenita Ta-wakkol Karman, le attiviste per la pace nordirlandesi Mairead Maguire e Betty Williams, l’ex presidente di Timor Est José Ramos-Horta, l’ex premier nordirlandese David Trimble e l’ex capo di Stato polacco Lech Walesa. I quali condivideranno la cattedra con diverse personalità del mondo istituzionale e civile. 
 
Malgrado il fallimento dell’iniziativa sudafricana, il vertice sarà comunque dedicato interamente alla memoria e all’eredità, a un anno dalla sua scomparsa, di Nelson Mandela, il padre del Sudafrica democratico e multirazziale di cui è stato primo presidente, e si intitolerà: «Peace. Living It!». 
La scelta di Città del Capo, inizialmente indicata come sede del vertice di quest’anno dal 13 al 15 ottobre, è stata annullata dagli stessi Premi Nobel dopo che era caduta nel vuoto una loro lettera-appello al presidente sudafricano Jacob Zuma affinché fosse concesso il visto anche al Dalai Lama, al quale era stato negato per la terza volta in cinque anni. L’esclusione del leader spirituale dei buddisti è stata interpretata come una conseguenza diretta degli stretti rapporti tra Pechino e il Sudafrica: Paese che - con Cina, Russia, India e Brasile - fa parte dei Brics, il polo di potenze economiche emergenti che mira ad un ruolo autonomo dall’Occidente. 
 
«Il vertice dei Nobel per la Pace previsto in Sudafrica per onorare l’eredità» di Nelson Mandela «è stato disdetto perché il governo sudafricano non voleva autorizzarmi a partecipare», disse il Dalai Lama in un discorso a Dharamshala, la cittadina del Ladakh, nel nord-ovest dell’India, dove vive in esilio. La rappresentante del leader tibetano in Sudafrica, Nangsa Choedon, raccontò di aver ricevuto una telefonata di funzionari del ministero degli Esteri nel quale le veniva comunicato che il visto veniva rifiutato. Il ministero degli Esteri non lo ha mai ammesso, affermando che a tagliare la testa al toro ci aveva pensato lo stesso Dalai Lama, rinunciando a presentarsi a Città del Capo. Fatto sta che Pechino lodò «l’atteggiamento corretto» dimostrato da Pretoria: «La Cina esprime profondo apprezzamento per l’appoggio offerto dal governo sudafricano su problemi che riguardano la sovranità e integrità territoriale cinesi», dichiarò il portavoce del ministero cinese, Qin Gang. 
 
L’evento vedrà anche il conferimento del Peace Summit Award 2014, il prestigioso premio che viene consegnato dai Nobel alla personalità del mondo del cinema e dello spettacolo che maggiormente si è contraddistinta nella difesa dei diritti umani nel mondo. La cerimonia d’apertura, condotta da Desmond Tutu, e i lavori si svolgeranno presso l’Auditorium Parco della Musica, mentre la cerimonia di chiusura sarà ospitata da Marino nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio. 
Da http://www.lastampa.it





Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento !