Quirinale, Alfano incontra Berlusconi. L'ex Cav: "Martino sarà candidato moderati"
I
due leader hanno concordato una comune linea in vista della prima
votazione prevista il 29 gennaio. Renzi: "Draghi grande nome ma
resterà alla Bce". Il leader di Sel tuona: "Sciagura per
l'Italia se presidente scelto da patto del Nazareno"
ROMA -
Riunire l'area dei moderati per giocare un ruolo fondamentale
nell'elezione del nuovo inquilino del Quirinale e, in prospettiva,
arrivare "ad un bipolarismo maturo". Sono gli obiettivi che
il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha illustrato ai deputati
forzisti riuniti nel parlamentino di Palazzo Grazioli. E in serata
annuncia: Antonio Martino, tessera numero 2 di Fi, sarà il candidato
dei moderati per il Quirinale. Un annuncio che pare cogliere di
sorpresa l'interessato: "Io candidato? Non so nulla, mi sembra
uno scherzo da prete", ha detto ai microfoni della Zanzara
su Radio
24.
Un nome, quello di Martino, che per il senatore Pd Felice Casson, che
preferirebbe Rodotà o Prodi per il Quirinale, è 'fuori
ordine'.
L'ex Cav, dopo il voto positivo di questa mattina sull'Italicum al Senato, che ha visto reggere il patto del Nazareno, è intenzionato a tornare protagonista della scena politica e rilancia: "Puntiamo ad avere un Capo dello Stato non ostile" dice ai deputati azzurri e rivendica: "Il Pd al Senato non ha più la maggioranza. Forza Italia è tornata a essere centrale". "Oggi - spiega - abbiamo una linea politica chiara: rimettere insieme tutti i moderati per arrivare a un bipolarismo maturo, trasformando l'Italia in una democrazia moderna".
Essenziale, in quest'ottica, il riavvicinamento con l'Ncd di Angelino Alfano, con il quale ha avuto un incontro nel pomeriggio: l'obiettivo è quello di creare un unico blocco di centrodestra che si presenti unito alle trattive per il Colle. All'uscita dalla riunione Alfano ha annunciato il buon esito dell'incontro, dal quale esce "un patto per il presidente della Repubblica", un "passo avanti per una indicazione comune del prossimo presidente". Tre i punti su cui è stato trovato un accordo: comune indicazione di una candidatura al Pd; comune valutazione sulle eventuali candidature del Pd; mettere in contatto i gruppi parlamentari subito per iniziare a organizzare l'operatività del voto d'Aula. Alla riunione erano presenti anche i capigruppo di Area popolare (il rassemblement centrista che include Ncd e Udc) e di Forza Italia. Alfano non nega che la posizione comune con Forza Italia su riforme e sul nuovo Capo dello Stato "ha certamente un significato". "Non abbiamo fatto nomi né messo dei veti. Faremo una consultazione permanente per fare valere il nostro peso" ha spiegato il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello.
Per domani invece è previsto un incontro tra i gruppi di Area popolare, Scelta Civica e Per l'Italia. E non è escluso che i gruppi centristi possano travore una convergenza ancora più larga. Oggi invece fanno il punto della situazione "Per l'Italia-Centro Democratico" e Scelta Civica.
Mentre i partiti trattano, continua ad impazzare nei Palazzi e tra gli addetti ai lavori il "totonome" sul prossimo inquilino del Quirinale, con il borsino che vede una new entry: tra i 'papabili' è entrato di diritto anche l'ex presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo, rilanciato dal senatore Forza Italia Augusto Minzolini. Sembrano crescere anche le quotazioni della presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, mentre continuano a circolare i nomi di Giuliano Amato, Pierferdinando Casini eSergio Mattarella, soprattutto qualora il nome uscisse dall'asse del Nazareno.
Una prospettiva, quest'ultima, avversata dal leader di Sel Nichi Vendola: se il presidente fosse scelto dal Patto del Nazareno "sarebbe una sciagura per l'Italia, il suggello di un accordo scellerato", afferma Vendola che aggiunge: "IlQuirinale non può essere un gioco di palazzo". Il premier Matteo Renzi dal canto suo ribadisce il profilo più adeguato per il Colle: "Un arbitro in grado di aiutare gli italiani ad amare il nostro Paese e pronto, se c'è un problema, ad intervenire" e taglia fuori dalla corsa al Colle il presidente della Bce Mario Draghi: "Penso che Draghi sia un grandissimo uomo. È il leader della Bce e nei prossimi anni dovrebbe continuare a ricoprire quel ruolo". Anche sul blog diBeppe Grillo è apparsa un'analisi, firmata da Aldo Giannuli, sui possibili favoriti nella corsa al Colle. Nel post, dal titolo "Uno su quattro ce la fa #presidenziali", si scrive che, "numeri alla mano", Mattarella sarebbe in vantaggio nella corsa, ma nel fotomontaggio che accompagna il post vede riprodotta la natività con Amato nei panni del bambinello, Berlusconi-Maria, Renzi-San Giuseppe, Denis Verdini e Gianni Letta rispettivamente bue e asinello. Secondo stime approssimative, conclude Giannuli, il favorito sarebbe Mattarella, che potrebbe contare su 530 voti, ma alla fine, profetizza, "sarà Amato il prescelto".
L'ex Cav, dopo il voto positivo di questa mattina sull'Italicum al Senato, che ha visto reggere il patto del Nazareno, è intenzionato a tornare protagonista della scena politica e rilancia: "Puntiamo ad avere un Capo dello Stato non ostile" dice ai deputati azzurri e rivendica: "Il Pd al Senato non ha più la maggioranza. Forza Italia è tornata a essere centrale". "Oggi - spiega - abbiamo una linea politica chiara: rimettere insieme tutti i moderati per arrivare a un bipolarismo maturo, trasformando l'Italia in una democrazia moderna".
Essenziale, in quest'ottica, il riavvicinamento con l'Ncd di Angelino Alfano, con il quale ha avuto un incontro nel pomeriggio: l'obiettivo è quello di creare un unico blocco di centrodestra che si presenti unito alle trattive per il Colle. All'uscita dalla riunione Alfano ha annunciato il buon esito dell'incontro, dal quale esce "un patto per il presidente della Repubblica", un "passo avanti per una indicazione comune del prossimo presidente". Tre i punti su cui è stato trovato un accordo: comune indicazione di una candidatura al Pd; comune valutazione sulle eventuali candidature del Pd; mettere in contatto i gruppi parlamentari subito per iniziare a organizzare l'operatività del voto d'Aula. Alla riunione erano presenti anche i capigruppo di Area popolare (il rassemblement centrista che include Ncd e Udc) e di Forza Italia. Alfano non nega che la posizione comune con Forza Italia su riforme e sul nuovo Capo dello Stato "ha certamente un significato". "Non abbiamo fatto nomi né messo dei veti. Faremo una consultazione permanente per fare valere il nostro peso" ha spiegato il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello.
Per domani invece è previsto un incontro tra i gruppi di Area popolare, Scelta Civica e Per l'Italia. E non è escluso che i gruppi centristi possano travore una convergenza ancora più larga. Oggi invece fanno il punto della situazione "Per l'Italia-Centro Democratico" e Scelta Civica.
Mentre i partiti trattano, continua ad impazzare nei Palazzi e tra gli addetti ai lavori il "totonome" sul prossimo inquilino del Quirinale, con il borsino che vede una new entry: tra i 'papabili' è entrato di diritto anche l'ex presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo, rilanciato dal senatore Forza Italia Augusto Minzolini. Sembrano crescere anche le quotazioni della presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, mentre continuano a circolare i nomi di Giuliano Amato, Pierferdinando Casini eSergio Mattarella, soprattutto qualora il nome uscisse dall'asse del Nazareno.
Una prospettiva, quest'ultima, avversata dal leader di Sel Nichi Vendola: se il presidente fosse scelto dal Patto del Nazareno "sarebbe una sciagura per l'Italia, il suggello di un accordo scellerato", afferma Vendola che aggiunge: "IlQuirinale non può essere un gioco di palazzo". Il premier Matteo Renzi dal canto suo ribadisce il profilo più adeguato per il Colle: "Un arbitro in grado di aiutare gli italiani ad amare il nostro Paese e pronto, se c'è un problema, ad intervenire" e taglia fuori dalla corsa al Colle il presidente della Bce Mario Draghi: "Penso che Draghi sia un grandissimo uomo. È il leader della Bce e nei prossimi anni dovrebbe continuare a ricoprire quel ruolo". Anche sul blog diBeppe Grillo è apparsa un'analisi, firmata da Aldo Giannuli, sui possibili favoriti nella corsa al Colle. Nel post, dal titolo "Uno su quattro ce la fa #presidenziali", si scrive che, "numeri alla mano", Mattarella sarebbe in vantaggio nella corsa, ma nel fotomontaggio che accompagna il post vede riprodotta la natività con Amato nei panni del bambinello, Berlusconi-Maria, Renzi-San Giuseppe, Denis Verdini e Gianni Letta rispettivamente bue e asinello. Secondo stime approssimative, conclude Giannuli, il favorito sarebbe Mattarella, che potrebbe contare su 530 voti, ma alla fine, profetizza, "sarà Amato il prescelto".
La
corsa al Colle incuriosisce anche bookmakers internazionali, anche se
è difficile ipotizzare che le quote possano seguire le complicate
dinamiche della politica italiana. Se da una parte sembra certo,
secondo le quote, che il presidente non uscirà prima della quarta
votazione, i boomakers danno in testa l'ex segretario del Pd Walter
Veltroni che
ha scalzato l'ex premier Romano Prodi. Veltroni è dato 6,50 volte la
posta, il professore è scivolato a 9,00. Terza piazza per il
ministro della Difesa Roberta Pinotti, dato a 10.
da
La Repubblica.it
Scusate
, ma quali sarebbero le qualità e i meriti di
questo uomo, per
essere destinato a concorrere alla
Presidenza dello Stato


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