Milano, informazioni riservate al pentito: condannato a 2 anni il super poliziotto del caso Gucci
Di
FRANCO VANNI per Repubblica.it
Carmine
Gallo era accusato di favoreggiamento nei confronti un collaboratore
di giustizia. In passato aveva risolto casi come il delitto
dell'imprenditore della moda e il sequestro di Alessandra Sgarella
Due
anni e sei mesi di reclusione per i reati di favoreggiamento e
"rivelazione di atti coperti da segreto". Questa la pena
decisa dai giudici della quarta sezione del tribunale di Milano per
Carmine Gallo, il 'super poliziotto' che fra gli anni Novanta e
Duemila ha risolto il delitto Gucci e ha portato alla liberazione di
Alessandra Sgarella, l'ultima milanese rapita dall'Anonima sequestri.
Una decisione sofferta, quella dei giudici, arrivata dopo oltre due
ore di camera di consiglio. L'investigatore era finito alla sbarra
con l'accusa di avere avuto un rapporto troppo stretto - fino allo
scambio di favori - con uno dei tanti informatori che gli hanno
permesso di risolvere alcune fra le più complesse indagini degli
ultimi decenni. In particolare, secondo l'accusa, Gallo avrebbe
rivelato informazioni riservate riguardanti un'inchiesta in corso al
falsario Federico Corniglia, ai tempi suo informatore.
Il processo milanese, arrivato a sentenza, è solo l'ultimo atto (almeno per ora) di una lunga e complessa vicenda giudiziaria iniziata il 28 ottobre 2008, quando la polizia perquisì l'appartamento del 'super poliziotto'. All'epoca Gallo - che lavorava alla squadra mobile - fu indagato per narcotraffico e associazione a delinquere dalla procura di Venezia, in un'inchiesta condotta dal Ros dei carabinieri di Padova. Le accuse caddero una dopo l'altra, fino a essere smontate da sentenze di Cassazione. A Gallo nel 2013 furono anche restituite alcune decine di migliaia di euro che gli erano stati sequestrati cinque anni prima. A quel punto, il processo passò per competenza a Milano, ma in capo al poliziotto rimase solo l'imputazione per "rivelazione di segreto".
Gallo - che nel frettempo è stato trasferito, e che oggi è dirigente del commissariato di Rho - coordinò per almeno un decennio alcune delle più importanti inchieste sulla 'ndrangheta in Lombardia. E appare per questo singolare che sia stata proprio la Direzione distrettuale antimafia milanese (che per anni ha avuto Gallo come uno dei suoi investigatori di fiducia) a chiedere e ottenere il suo rinvio a giudizio.
Antonella Augimeri, legale di Gallo, nel processo ha chiamato a testimoniare molti degli uomini che negli anni hanno lavorato al fianco del suo assistito. Per sostenere l'innocenza del poliziotto, si sono presentati in aula Alberto Nobili, procuratore aggiunto che con Gallo ha lavorato per anni all'inchiesta Nord Sud, gli ex questori Massimo Mazza e Francesco
Il processo milanese, arrivato a sentenza, è solo l'ultimo atto (almeno per ora) di una lunga e complessa vicenda giudiziaria iniziata il 28 ottobre 2008, quando la polizia perquisì l'appartamento del 'super poliziotto'. All'epoca Gallo - che lavorava alla squadra mobile - fu indagato per narcotraffico e associazione a delinquere dalla procura di Venezia, in un'inchiesta condotta dal Ros dei carabinieri di Padova. Le accuse caddero una dopo l'altra, fino a essere smontate da sentenze di Cassazione. A Gallo nel 2013 furono anche restituite alcune decine di migliaia di euro che gli erano stati sequestrati cinque anni prima. A quel punto, il processo passò per competenza a Milano, ma in capo al poliziotto rimase solo l'imputazione per "rivelazione di segreto".
Gallo - che nel frettempo è stato trasferito, e che oggi è dirigente del commissariato di Rho - coordinò per almeno un decennio alcune delle più importanti inchieste sulla 'ndrangheta in Lombardia. E appare per questo singolare che sia stata proprio la Direzione distrettuale antimafia milanese (che per anni ha avuto Gallo come uno dei suoi investigatori di fiducia) a chiedere e ottenere il suo rinvio a giudizio.
Antonella Augimeri, legale di Gallo, nel processo ha chiamato a testimoniare molti degli uomini che negli anni hanno lavorato al fianco del suo assistito. Per sostenere l'innocenza del poliziotto, si sono presentati in aula Alberto Nobili, procuratore aggiunto che con Gallo ha lavorato per anni all'inchiesta Nord Sud, gli ex questori Massimo Mazza e Francesco
Messina
e l'ex capo della Mobile milanese Vittorio Rizzi, oggi questore a
l'Aquila. Di fronte al giudice, i testimoni hanno ricostruito i
rapporti professionali avuti con Gallo ai tempi in cui il poliziotto
svolgeva le sue indagini, anche grazie ai collaboratori di giustizia.
Fra i molti pentiti che ha "gestito" negli anni ci sono
Saverio Morabito, Mario Inzaghi, Michele Amandini, Giorgio Tocci,
Federico Corniglia, Salvatore Pace e Tonino Schettini, arrestato
dallo stesso Gallo.
La Legge è uguale per tutti ? ma quando mai ? Lo
vogliamo chiedere agli avvocati di Berlusconi ?

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