Invisibili droni per colpire al cuore il tumore
Di
DANIELE
BANFI per LA Stampa.it
E’
anche chiamata “chemioterapia intelligente” la nuova tecnica che
rilascia più farmaco solo dove serve. Ottimi risultati nel cancro al
pancreas e al seno
Gli
scienziati l’hanno ribattezzata “chemioterapia intelligente”.
E’ quella che agisce solo dove serve. Il segreto? Un nano-drone
capace di trasportare il farmaco direttamente al centro delle cellule
tumorali. Si chiama tecnologia “nab”, un chemioterapico legato
all’albumina formulato in nanoparticelle. I risultati cominciano a
dare ragione: l’approccio funziona ed ha portato ad un
significativo incremento di sopravvivenza nei pazienti colpiti da
tumore del seno (+20%) e del pancreas (+27%) in fase avanzata. E’
questo ciò che emerge dal convegno “Nanotecnologie e Innovazione:
nuove frontiere nel trattamento dei tumori” svoltosi nei giorni
scorsi a Bari e organizzato da AIOM, l’Associazione Italiana di
Oncologia Medica.
COME
FUNZIONA LA NUOVA TECNICA?
«Le
nanotecnologie stanno cambiando radicalmente il tipo di lotta alle
neoplasie – spiega il professor Carmine Pinto, presidente nazionale
AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica-, perché aprono
nuovi orizzonti nella personalizzazione del trattamento. Per la prima
volta, infatti si può parlare di chemioterapia target. Una
particella di circa 100 nanometri infatti è in grado entrare nella
cellula, che ha un diametro compreso fra i 10mila ai 20mila
nanometri, e di interagire con il DNA e con le proteine.
IL
FARMACO UTILIZZATO RACCHIUSO NELL’ALBUMINA
La
nuova terapia, nab-paclitaxel, consiste nell’impiego dell’albumina,
una proteina umana naturalmente presente nell’organismo in
dimensioni nanometriche, in cui viene racchiuso un farmaco
chemioterapico (paclitaxel) che viene così trasportato direttamente
nella sede del tumore». Attraverso questo approccio è possibile
superare la spessa barriera che circonda il cancro e somministrare il
farmaco in dosi maggiori rispetto alla formulazione tradizionale
(+33%), quindi aumentandone l’efficacia con meno effetti
collaterali.
NEI
TUMORI AL PANCREAS SOPRAVVIVENZA AUMENTATA DEL 27 %
Con
il 7% dei decessi il tumore del pancreas rientra tra le prime 5 cause
di morte per cancro soltanto nel sesso femminile ma, nelle età di
mezzo, occupa il quarto posto tra gli uomini e le donne. «È un
nemico insidioso perché in fase precoce non mostra sintomi specifici
e solamente il 15-20% dei casi è individuato in stadio iniziale -
afferma il dottor Michele Reni, dell’Oncologia Medica IRCCS
Ospedale San Raffaele di Milano-. La chirurgia offre l’unica
possibilità realistica per curare questa neoplasia. Ma, al momento
della diagnosi, circa l’80% dei pazienti si trova in uno stadio in
cui non è possibile garantire una radicale resezione chirurgica,
perché la malattia è già metastatica o localmente avanzata. In
questi casi l’aspettativa di vita media è compresa fra 3 e 6 mesi.
Con nab-paclitaxel la sopravvivenza dei pazienti è aumentata del
27%. Si tratta di un risultato davvero straordinario».
PER
IL SENO CE LA FA IL 20% IN PIÚ DEI PAZIENTI IN FASE DI METASTASI
I
buoni risultati per il pancreas non sono isolati. A beneficiarne è
anche la lotta al cancro del seno: «La chemioterapia – sottolinea
la dottoressa Stefania Gori, segretario nazionale AIOM –
costituisce un’arma fondamentale nella neoplasia del seno. Oggi,
grazie ai progressi compiuti negli ultimi anni, l’87% delle
pazienti guarisce. Però, quando la malattia è in fase metastatica,
le opzioni si riducono. Ecco perché è fondamentale disporre di un
nuovo trattamento che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza
del 20% nella patologia avanzata».
TUTTO
L’«ARSENALE» UTILIZZATO CONTRO IL CANCRO
L’esempio
del nab-paclitaxel non rappresenta però un caso isolato. I primi
tentativi iniziarono già 20 anni fa con i liposomi, sfere
nanometriche composte di lipidi, al cui interno è possibile
incapsulare diversi tipi di molecole. Poi, in una fase successiva,
sono arrivate le nanoparticelle di oro e di silicio poroso contenenti
il principio attivo. Al momento sono una decina i farmaci oncologici
che sfruttano questo approccio. Armi in più che si aggiungono al già
ampio arsenale utilizzato per combattere il cancro.
Twitter
@danielebanfi83

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